Il senso della scrittura

Io non scrivo per me.

Scrivo per te,
anche se non me l’hai chiesto.

Io non scrivo per me.
Scrivo per te.

E quando ti stancherai di leggere
Io smetterò di scrivere.

GiusyGatti©tutti i diritti riservati

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Passa la notte accanto 

Passa la notte accanto

e ti sfiora il viso
chiude le palpebre e ti culla.

Passa la notte accanto

e una nenia antica
risuona da mondi lontani

Passa la notte accanto

e un profumo d’infanzia trascorsa
si spande nel buio dove tu, adulto
ancora assapori quell’oblìo dolce

che ti fa tornare bambino…

Passa la notte accanto 

GiusyGatti©tutti i diritti riservati

bimbo che dorme
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Se mi chiedi chi sono

E se mi chiedi chi sono
Non ti parlerò di me.

Ti mostrerò una ruga sulla fronte
In mezzo agli occhi 
Che come il tempo si allunga.

Saprai che ho molto pensato.

Ti indicherò due segni
Ai lati della bocca
Come le parentesi del mio sorriso.

Ti accorgerai che molto ho gioito.

Ti porgerò la mano destra
Senza smalto senza ornamenti
Un ispessimento dove l’indice il medio e il pollice hanno stretto per decenni una penna.

Ho provato a esprimere i miei pensieri
E preso appunti sulla vita.

Se mi chiedi chi sono
Non ti parlerò di me

Perché se avrai mente e cuore
Ti basterà guardarmi.

GiusyGatti©tutti i diritti riservati.

volto

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Scuola&Innovazione: la rivoluzione comincia da qui.

La notizia è di quelle che fanno scalpore: “Da settembre in classe alle 9, così gli studenti imparano di più”.

A lanciare questa sperimentazione è il Preside dell’IISS “E.Majorana” Salvatore Giuliano che da anni impiega tutte le proprie energie in un processo di rinnovamento del sistema-scuola che, partito da Brindisi, viene adottato da un numero sempre crescente di istituti scolastici, dentro e fuori dai confini nazionali.

Di cosa si tratta? Dal prossimo anno scolastico una classe prima, su richiesta delle famiglie, adotterà un orario diverso da quello del resto della popolazione scolastica, posticipando l’inizio delle lezioni alle 10. “Qualità e quantità del sonno modificano la capacità di imparare – ha spiegato il preside al Corriere della Sera – C’è una stretta relazione tra le poche ore di sonno dei ragazzi e il minor livello di prestazioni per la memoria“.

Intanto già il 23 e il 24 gennaio sono state gettate le basi del progetto. Sono infatti due le classi che, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, condurranno la ricerca che il Majorana ha avviato con il professor Luigi De Gennaro, ordinario di psicofisiologia e studioso dei disturbi del sonno presso l’Università La Sapienza di Roma. I ragazzi sperimenteranno, monitorandoli, gli effetti della dinamica sonno/apprendimento su se stessi e sui compagni.

“Ci sono già numerose sperimentazioni nel mondo – spiega il professor De Gennaro – che dimostrano come spostare in avanti l’orario migliora il rendimento degli studenti“.

La riduzione delle ore di sonno, in particolare nei soggetti in fase di sviluppo, costituisce un serio problema: durante le prime ore della giornata scolastica i ragazzi mostrano, infatti, cali della vigilanza e dell’attenzione, problemi di umore e difficoltà nella concentrazione. Tutto ciò si traduce in un rendimento scolastico peggiore. Infatti il sonno è indispensabile nei processi di apprendimento e del consolidamento della memoria. “È ormai fuori discussione – dice il prof. De Gennaro – il ruolo che la durata e la qualità del sonno giocano nel rendimento scolastico di preadolescenti e adolescenti. Insufficiente durata del sonno, abitudini e orari irregolari del sonno, ritardata ora di addormentamento e povera qualità del sonno sono negativamente associati al rendimento scolastico”.

Questo progetto si innesta in un altro, più ambizioso, al quale il Preside e il suo team stanno lavorando da tempo: quello di inserire il Majorana all’interno di un vero e proprio Campus nel sito della “Cittadella della Ricerca”, sulla Statale 7 che collega Brindisi a Mesagne. Infatti, grazie all’impegno del Preside e di tutto il personale scolastico, in pochi anni il Majorana ha raddoppiato il numero degli iscritti – passati dai circa 600 del 2009 ai 1300 di oggi – con evidenti problemi di spazi. Da qui l’idea del Preside di creare un polo didattico innovativo chiedendo in concessione alcune aree della Cittadella della Ricerca dove trasferire l’Istituto. “La Cittadella era nata come centro d’eccellenza tecnologica – dice lo stesso Salvatore Giuliano – ora però molte delle aziende presenti un tempo sono andate via lasciando molti spazi vuoti. Ci sono, ad esempio, un auditorium da 650 posti, una foresteria con la possibilità di pernottare, spazi verdi e campi da tennis, la fermata del treno dedicata. La mia idea è quella di restituire questi spazi alla città”.

Un Campus di ricerca sul modello dei più prestigiosi poli universitari americani: è questo il progetto del Preside Giuliano. Un centro sperimentale dotato delle più moderne tecnologie come la Creative Classroom Lab, in cui alunni e docenti potranno sviluppare contenuti multimediali in realtà aumentata e virtuale attraverso metodologie già presenti nei piani didattici della scuola. Tali contenuti saranno condivisi sui canali social dell’Istituto Majorana (Youtube su tutti) e sulla piattaforma iTunes.

Brindisi e il Majorana: la rivoluzione comincia da qui.

SONNO1

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Dalla finestra

C’è un bambino piccolo che piange.

Lo sento attraverso le finestre aperte che si affacciano sul giardino. Si dispera.

Una voce femminile gli urla contro: acida, isterica.

Il bimbo fa i capricci o forse esprime un bisogno…come sa, come può. Una vocetta stridula…come quella che fanno i bambini quando s’impuntano. Sono curiosi, sperimentano, vogliono ottenere tutto e subito.

La voce femminile non fa sconti: gli intima il silenzio.

Lui piange e io pagherei per tornare ai tempi in cui il mio bambino faceva i capricci…
Non vorrei altro che poterlo abbracciare

bimbopiange

GiusyGatti@tuttiidirittiriservati

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Alan Turing come Biancaneve

Sto guardando IL SUPPLENTE su Rai Due. E sto prendendo appunti. Perché la scuola non finisce mai neanche quando è finita. Gli spunti sono tanti: mi piace questo reality perché è diverso, è ambientato in una scuola superiore e il supplente non appartiene a quel mondo. Poiché dunque le lezioni non sono “convenzionali” davvero possono servire di ispirazione.

La puntata di stasera ha visto protagonisti J-AX supplente in una quinta dell’IISS Molinari di Milano, ed Enrico Mentana al Liceo Virgilio di Roma (quello di Bertolucci ed Elsa Morante).

J-AX ha fatto lezione d’informatica e ha chiesto agli studenti chi avesse inventato il computer. La risposta è Alan Turing.

Per grandi linee, il contesto è quello dell’eroica resistenza degli inglesi ai bombardamenti della Luftwaffe durante il secondo conflitto mondiale. Il 13 maggio 1940  Winston Churchill invitò il Parlamento ad approvare “una risoluzione che registri il suo consenso per i passi intrapresi e dichiari la sua fiducia nel nuovo governo”.
La risoluzione è la seguente:
“Il Parlamento approva la formazione di un governo che rappresenta l’unità e l’inflessibile determinazione della nazione di proseguire la guerra con la Germania fino ad una conclusione vittoriosa”… Dico al Parlamento come ho detto ai ministri di questo governo, che non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza”.

E qui entra in gioco Alan Turing.  Grande matematico, divenne celebre proprio durante la seconda Guerra Mondiale per aver decriptato il codice Enigma con il quale i tedeschi si trasmettevano informazioni segrete. Questi fatti sono stati anche narrati nel romanzo Cryptonomicon di Neal Stephenson e raccontati attraverso le immagini dei film Enigma di Michael Apted e The Imitation Game diretto da Morten Tyldum, con  Benedict Cumberbatch nei panni del crittoanalista (otto candidature agli Oscar).

ENIGMA era una macchina utilizzata dai tedeschi per criptare i messaggi inviati tra i vari reparti militar e ritenuta inattaccabile.

E’ grazie alla progettazione di un maxi computer che ha consentito di decifrare i codici tedeschi. Gli alleati, infatti, entrarono così in possesso anticipatamente di notizie riservate e poterono calibrare le loro  strategie in tempo.

“Il gioco non era complicato. Ogni singolo messaggio tedesco, ogni attacco a sorpresa, ogni missione di bombardamento, ogni imminente assalto degli U-Boot… Erano tutti messaggi che viaggiavano nell’aria. Segnali radio che qualsiasi studente con un apparecchio da radioamatore poteva intercettare. Ma c’era un trucco: quei segnali erano criptati. C’erano 159 milioni di milioni di possibili impostazioni di Enigma. Non dovevamo fare altro che provarle tutte. Ma se avessimo avuto dieci uomini a controllare una impostazione al minuto, per ventiquattr’ore al giorno e sette giorni la settimana, provi a indovinare quanti giorni ci sarebbero voluti per controllarle tutte? Glielo dico io. Non giorni. Anni. Venti milioni di anni. Per impedire un attacco imminente avremmo dovuto effettuare controlli che richiedevano venti milioni di anni… in venti minuti” (Alan Turing, The imitation game).

“Gli storici stimano che l’aver decifrato Enigma abbia accorciato la guerra di più di due anni, salvando più di 14 milioni di vite”.

Dopo la guerra Turing divenne un eroe nazionale, ma quando si sparse la notizia della sua omosessualità (considerata reato dalla legge inglese) venne condannato alla castrazione chimica e all’assunzione di estrogeni  Non sopportando l’umiliazione, il 7 luglio 1954 all’età di 42 anni si diede la morte addentando una mela intrisa nel cianuro di potassio. Ma non si risvegliò come Biancaneve.

Il lavoro di Turing e il suo apporto alle sorti della guerra rimase un segreto governativo per più di cinquant’anni.

Nel 1976,nacque la APPLE inc. di Steve Jobs e Steve Wozniack: il simbolo che scelsero  per l’azienda che avevano fondato insieme, fu una mela morsicata in memoria del grande matematico.

Solo il 24 dicembre del 2012 in occasione del centenario dalla nascita e grazie ad una petizione  portata avanti da intellettuali e simpatizzanti di mezzo mondo il governo britannico concede alla memoria di Alan Turing la grazia di Stato.

Il suo lavoro  ha ispirato generazioni di ricerca in quella che gli scienziati chiamano “La macchina di Turing”.

“Oggi li chiamiamo computer” (The imitation game)

Il resto è storia.

Ogni anno il premio  Turing (il “Nobel” del settore) viene assegnato “ad una personalità che eccelle per i contributi di natura tecnica offerti alla comunità informatica, in particolare per progressi che siano duraturi e di elevata importanza tecnica” (Wikipedia).

“Sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare”.

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ULTIMO GIORNO DA IMMATURI 2018

Ai Maturandi 2018
a coloro che si sono fidati e, in virtù di questa fiducia, hanno seguito un percorso con dedizione e partecipazione attiva dico: “Avete fatto bene. Nessuno mai più vi condurrà per certi sentieri, dove personaggi più grandi di noi hanno camminato”. Quello che sapete è stato costruito passo passo, grazie al contributo che insieme ai vostri proff. avete dato al sapere.
A coloro che hanno sentito le continue sollecitazioni dei docenti come un peso dico: “Avete fatto bene. Avete camminato per altri sentieri. L’importante è arrivare alla meta”. In realtà penso che non si tratta solo di arrivare: spesso ci arriva pure chi non dovrebbe. L’importante è COME si arriva, quanto avete ricavato da quel bazzicare per le aule e i corridoi giorno dopo giorno per tanti anni. La scuola è un’occasione troppo preziosa per sprecarla e spesso se ne diventa consapevoli una volta usciti.
A quegli studenti che hanno visto nella scuola un’opportunità preziosa e imperdibile, agli studenti intellettualmente e moralmente onesti, abituati a contare solo sulle proprie forze e il proprio impegno, auguro un futuro ricco di soddisfazioni umane e professionali. Avete spalle larghe e forti, stupore e curiosità da vendere: andrete lontano! I vostri sforzi verranno ripagati col successo, ne sono certa.
Agli altri auguro di riuscire a trovare le scorciatoie che hanno cercato sempre, per arrivare al traguardo senza sforzo. State attenti però: qualunque costruzione eretta senza solide fondamenta è destinata a crollare prima o poi… Alla fine, spero comunque che riusciate a stare in piedi da soli, facendo leva su quelle capacità che avete seppellito sotto montagne di strategie e trucchetti di vario genere.
Quanto alla prova di domani dico a tutti: state tranquilli. I vostri proff. vi hanno preparato bene, vi hanno fatto allenare fino allo sfinimento (loro!). La lingua italiana non vi è sconosciuta, quindi le parole verranno. Leggete le indicazioni, con attenzione, a prescindere dalla tipologia che sceglierete. Cercate di capire bene cosa vuole la traccia e, in dubbio, chiedete. Riflettete prima di scegliere: dovete fare la prova che vi dà maggiori probabilità di riuscita. Consultate il dizionario, fatevi domande, non siate arroganti, controllate sempre. Sforzatevi di scrivere con chiarezza, almeno in “bella”: qualunque pensiero, anche il migliore, soffre se non viene immediatamente decodificato dal lettore. Avrete sei ore, per cui potete elaborare con calma e poi revisionare il lavoro. Iniziate con un lead a effetto e chiudete con un explicit che faccia esclamare: “Però, bel lavoro!”.
Fate vedere alla Commissione chi siete e di cosa siete capaci fin dal primo giorno. Credete in voi stessi.
Supererete questa prova alla grande!
Andate, forza e fatevi valere!!!
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