Scuola e famiglia unite nella sfida del secolo: educare!

Educare istruendo: questa la missione della scuola

Educare amando: questa la funzione della famiglia.

Possono operare in sinergia?

La risposta è sì! Senza rimpallarsi responsabilità e colpe, possono e devono agire insieme, dalla stessa parte, per il bene di questa società e delle generazioni future.

Quotidianamente la cronaca riporta episodi di aggressività e violenza che si consumano laddove più ci si dovrebbe sentire al riparo: le mura domestiche e le aule scolastiche.

Sia la violenza di genere, sia il bullismo (anche nella sua versione più tecnologica che è il cyberbullismo) hanno una matrice comune: la scarsa considerazione verso la dimensione affettiva e l’incapacità di individuare e accettare fragilità e differenze.

Quando si arriva a parlare di punizioni è già tardi. Le misure repressive si prendono quando l’atto è compiuto, mentre l’emergenza educativa di fronte alla quale famiglia e scuola si trovano va affrontata a monte, ricorrendo a nuovi percorsi formativi che, in tutte le tappe del curricolo scolastico, educhino all’intelligenza emotiva e alla dimensione affettiva.

Leggersi dentro, acquisire la consapevolezza della propria interiorità, ascoltare “i moti del cuore”, sollecita modalità relazionali che inducono alla scoperta e al rispetto dell’altrui mondo interiore e, se tale strada viene percorsa fin da subito (nella famiglia prima e nella scuola poi), favorire la creazione una generazione che abbia una cultura della sfera emotiva, più rispettosa e accogliente nei confronti dell’altro, sarà possibile.

Coniugare le competenze cognitive con le istanze emotive si configura come la vera sfida dei sistemi educanti del nostro tempo. La scuola non può e non deve privilegiare le une senza aver cura delle altre.

Quando proponiamo agli studenti un brano dell’Iliade, un canto della Commedia di Dante, un sonetto di Foscolo, li avviamo certo verso l’acquisizione delle competenze specifiche della disciplina, ma apriamo occhi e cuore verso i sentimenti che hanno generato quelle opere e i valori irrinunciabili su cui esse si fondano e che continuano a trasmetterci ad ogni lettura.

Convinti che la scuola debba essere il luogo in cui si investe sul futuro, nel mio Istituto (il “Majorana” di Brindisi) i docenti hanno elaborato e attivato (tra gli altri) due progetti che vanno in questa direzione.

Il primo è il progetto “SENZA VIOLENZA” (promosso dall’Associazione “SinP Sociologia in Progress. Ricerca, Cultura e Comunicazione Sociale”, coordinato dalla sociologa Cinzia Nocco) per prevenire e contrastare i comportamenti aggressivi che si verificano a scuola e nei luoghi di socializzazione. Protagonisti gli studenti delle classi prime che si stanno mostrando particolarmente attenti ad approfondire la portata dei fenomeni bullismo e cyberbullismo e desiderosi di costruire relazioni fondate sul rispetto dell’altro.

Il secondo è quello che istituisce “L’ORA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE”. Un progetto davvero unico, poiché prevede che ogni settimana, nello stesso giorno e nella stessa ora, tutte le classi mettano da parte materie, interrogazioni e compiti in classe per riflettere, approfondire, meditare, elaborare pensieri, idee, lavori sul tema. Pensate! 1300 studenti, contemporaneamente, per otto mesi s’interrogano, s’indignano, mettono in discussione stereotipi e luoghi comuni. Dalle discipline scolastiche si passa alla grammatica dei sentimenti, alla geometria della dignità, alla poesia dell’umanità. Come educatori ci siamo detti che potevamo e dovevamo fare qualcosa. Naturalmente prima di incamminarci per questo delicato e impervio sentiero, abbiamo frequentato un corso di formazione che la scuola ha organizzato per noi con la psicologa Romana Cretazzo.
Abbiamo scelto un “intervento capillare e trasformativo” che avesse durata nel tempo e fosse rivolto ai singoli gruppi classe. Un “problema antico e diffuso in tutto il mondo, che affonda le sue radici in un certo quadro culturale che nessuna modernità ha ancora sconfitto”, non poteva essere contrastato solo in sporadiche occasioni come l’assemblea d’istituto, la visione di un film o un solo incontro con l’Associazione di turno.

L’ORA CONTRO LA VIOLENZA fa parte del tessuto vivo del nostro percorso scolastico e formativo. Investire nell’educazione, vuol dire investire nel futuro.

Prof.ssa Giusy Gatti

IISS “E.Majorana” Brindisi

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Informazioni su Giusy Gatti

Docente di Lettere al Liceo delle Scienze Applicate
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