Un minuto lungo un’eternità

A scuola a molti è rimasto impresso il suo modo di fare allegro e amichevole, gli occhi profondi e sorridenti. Il nome di un angelo, anzi un Arcangelo: Gabriele.

La vita, per Gabriele Marrazza, è finita a 17 anni, sull’asfalto bagnato di via Caduti di Via Fani, a Sant’Elia, il 17 febbraio del 2011.

Mi ricordo perfettamente l’atmosfera che regnava a scuola la mattina successiva: le classi decimate, perché molti avevano scelto di recarsi all’obitorio per vedere un’ultima volta il loro compagno…Chi invece aveva deciso di entrare era attonito, lo sguardo vuoto, incapace di qualsiasi reazione, le lacrime faticosamente ricacciate indietro. Non fu una giornata come le altre quella…Anche chi non l’aveva conosciuto personalmente, come me, sentiva fortemente il dolore della perdita di una persona con la quale stava comunque condividendo un percorso formativo, al di là dei muri che dividono una classe da un’altra.

 

Quel 17 febbraio, Gabriele era in macchina con altri quattro ragazzi: insieme avrebbero partecipato alla festa di compleanno di una compagna. Un giro tra i quartieri della città per perdere un po’ di tempo e aspettare che arrivasse l’orario per recarsi alla festa. Neanche un quarto d’ora è durato quel giro. L’auto è finita su un albero dopo 40 metri di frenata: asfalto bagnato, velocità, forse l’inesperienza di chi guidava il mezzo… Il cuore di Gabriele si è arreso alle 3 di quella notte, sei ore dopo l’impatto.

Immediatamente viene aperta una pagina Facebook: “Gabriele Marrazza (nei nostri cuori per sempre a vita)”, dove ancora adesso i ragazzi lasciano un pensiero, un ricordo, una frase, un saluto, come se lui fosse lì, potesse leggere e rispondere…

 Gabriele era un tifoso della “sua Signora”, la Juve, e i compagni, poco dopo la sua scomparsa, hanno comprato una stella che brillasse per lui allo Juventus Stadium. E quella stella non si è spenta. Neanche dopo tre anni. 

Domattina, alle 8, tutta la scuola si ritroverà davanti alla Sede Centrale del Majorana, in via Montebello, per ricordare Gabriele. Verrà affisso uno striscione in suo onore e osservato un minuto di silenzio. Un minuto che sembrerà un’eternità, perché quando si è tra ragazzi, per il silenzio non c’è posto: c’è la voglia di scherzare, di prendere in giro chi capita, di cantare e di ridere … Non c’è posto per il silenzio quando sei un adolescente a vai a scuola, a costruire la tua vita futura, a cercare di realizzare progetti e sogni. E quel silenzio pesa, perché è simbolico del vuoto che uno si porta dentro ad apprendere una notizia così tragica, ma anche semplicemente a ricordarla…

 Giovedì prossimo allo Stadio Fanuzzi si terrà la quarta edizione del “Memorial Gabriele Marrazza”, un torneo di calcio tra quattro squadre di amici e compagni che entreranno in campo per ricordarlo attraverso lo sport che più amava.

Sulle magliette porteranno la scritta “LELE” e, sotto, una frase che è un monito per tutti: “Vivi la vita con un sorriso, anche quando non ne hai la forza”.

 

 

 

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