Non tutti le professioni sono “lavoro”… C’è chi lo sente come un privilegio

Domani mi ritroverò direttamente nella pugna…Vedrò il cavaliere cristiano Tancredi, che innamorato di Clorinda, guerriera musulmana, viene costretto dalla sorte a battersi in duello proprio con lei e ad ucciderla. La vedrò soccombere, mentre Tancredi, ignaro dell’identità della donna, immerge la spada “nel bel sen di punta” e s’inorgoglisce. 
Sentirò il Tasso tuonare: “Misero, di che godi? Oh quanto mesti siano i trionfi e infelice il vanto! Gli occhi tuoi pagheran (s’in vi

ta resti)di quel sangue ogni stilla un mar di pianto”.
Sarò con Clorinda, quando, in punto di morte chiederà si essere battezzata e affronterà con serenità il trapasso: “S’apre il cielo; io vado in pace”…

Poi, Con Lucia, andrò a dire “Addio/ monti sorgenti dall’acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de’ suoi familiari/ torrenti- de’ quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//”

Mi sento una privilegiata!

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