2 giugno 1946 – 2 giugno 2009

 

www.paolo.valenti.name

Il 2 giugno 1946, dopo venti anni di fascismo e cinque anni di guerra,gli italiani votano il referendum per decidere tra Repubblica e Monarchia.

Il 54,3% degli elettori sceglie la Repubblica decretando, con un margine di 2 milioni di voti, la fine della Monarchia e l’esilio dei Savoia.

richelieublog.wordpress.com

Viene eletta anche l’Assemblea Costituente, con il compito di scrivere la nuova carta costituzionale,

frutto dei valori della Resistenza e dell’antifascismo.

http://storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblica.htm

1946_repubblica.jpg

\mathfrak{L}Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo,
che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 1 della Costituzione italiana
festa_repubblica.jpg
Quanta lungimiranza nel pensiero e nell’analisi politica dei nostri Padri della Repubblica…
e quanta miopia nei discorsi e nell’ottica di alcuni politici dei tempi nostri…
 
Leggete con attenzione le frasi di Piero Calamandrei che riporto di seguito.
Ogni commento, di fronte a tanta intelligenza, è superfluo.
 
Siamo troppo piccoli per commentare,
ma abbastanza grandi per confrontare…
…e meditare.

foto per sitob bandiera italia2.jpg
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle

montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono

impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani,

col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”.

stemma-repubblica-italiana.gif

www.prefetturadiparma.it

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali.

C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada.

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.

Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. […]

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

(dal discorso al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale,

Roma, 11 febbraio 1950)

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www.unipi.it

"La legge è uguale per tutti" è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie;

ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l’aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria.

(1954; citato in Mauro Cappelletti, Giustizia e Società, Edizioni di Comunità, Milano, 1972, p. 11)

www.pienacittadinanza.it

 

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