MILLE VIOLINI SUONATI DAL VENTO …

 

Canzone d’autunno

I singhiozzi lunghi
dei violini d’autunno

mi feriscono il cuore
con languore
monotono.

Ansimante
e smorto, quando

l’ora rintocca,
io mi ricordo

dei giorni antichi
e piango;

e me ne vado
nel vento ostile

che mi trascina
di qua e di là

come la foglia
morta.

Paul Verlaine
  

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18 risposte a MILLE VIOLINI SUONATI DAL VENTO …

  1. Fausta ha detto:

    Il violino è uno strumento difficile… deve essere suonato bene, anzi benissimo. Quando è suonato così il suo suono diventa dolce e struggente, aspro e profondo e tocca le corde del cuore….Il finale, poi, è da brivido!

  2. Paola ha detto:

    No vi prego vanessa mae nooooo!!!Se si parla di violini e violinisti allora andiamo all\’eccelllenza non alla "spettacolarità": Jasha Heifetz, David Oistrakh, Yehudi Menuhin, Viktoria Mullova, Maxim Vengerov, Ithatkz Perlman,…!!!!!! E soprattutto prendiamo un pezzzo che non sia una languida trascrizione da un\’opera ma un pezzo PER VIOLINO come il concerto n.1 di PROKOFIEV, un miracolo musicale!!

  3. Giusy ha detto:

    CARA PAOLA,COME VEDI HO ASCOLTATO I TUOI CONSIGLI DA ESPERTA ED HO RIMOSSO VANESSA MAE.A TE IL CONCERTO N.1 DI PROKOFIEV.SPERO CHE QUESTA INTERPRETAZIONE TI SIA GRADITA…UN ABBRACCIO

  4. Fausta ha detto:

    Certo qui si va all\’eccellenza! A me però era piaciuta quella versione, strana e particolare….. proprio perchè era strana e particolare….

  5. Giusy ha detto:

    INFATTI L\’IDEA INIZIALE ERA DI LASCIARE SPAZIO AD ENTRAMBE LE INTERPRETAZIONI…POI…MI SONO SENTITA UN\’IGNORANTE ED HO SCELTO LA VERSIONE COLTAMA, TI DIRO\’, CARA FAUSTA, CHE NON DISPIACEVA NEANCHE A ME VANESSA MAE…

  6. Zrcadlo ha detto:

    Mai saputo suonare uno strumento… perciò quando vedo un violinista resto incantato come se vedessi un mago!Però MILLE VIOLINI SUONATI DAL VENTO è anche una canzone di Carmen Consoli! Una canzone che mi porta indietro nel tempo, a ricordi che è meglio lasciar marcire!

  7. mamylella ha detto:

    SUBLIME E PENETRANTE…………….MI RICORDA UN\’AMICA CHE NON C\’è PIù…….E CHE ADORAVA IL SUONO DI QUESTO STRAORDINARIO STRUMENTO!!!!!!!………..GRAZIE…MAMY

  8. mamylella ha detto:

    DIMENTICAVO……………………..LA POESIA INVECE……è ANCHE ECCELLENTE…………

  9. Luigi ha detto:

    Paul Verlaine è stato un poeta francese della metà dell\’ottocento, la sua famiglia apparteneva alla piccola borghesia, il padre era capitano nell\’esercito.Verlaine subisce la prigione, la separazione dalla moglie, l\’innamoramento verso Lucien Létinois, un giovane contadino con cui aveva iniziato una relazione appassionata, spinta al punto di adottarlo come figlio. Inconsolabile, di nuovo privo di qualunque affetto, Verlaine piange la morte dell\’amante/figlio nella raccolta Amour edita nel 1888. Ed è qui, in questo provato periodo che splende nella sua più grande bellezza dei suoi capolavori: I poeti maledetti, Hombres, Femmes. Nel 1894, viene incoronato "principe dei poeti" . Muore a Parigi prematuramente l\’ 8 gennaio del 1896 a soli 52 anni.Cosa più deliziosa aver associato quest\’uomo ai violini.Grazie Giusy, persone come te ci ricordano con umiltà che sono esistiti dei " GRANDI " nella nostra cultura europea.Un saluto,Luigi.-Nel 1884 pubblica un saggio su tre "poeti maledetti" (Stéphane Mallarmé, Tristan Corbière, Arthur Rimbaud) che contribuisce a farlo conoscere. Con Mallarmé, è trattato come un maestro e un precursore dai poeti del simbolismo e dei decadenti.

  10. Giusy ha detto:

    GRAZIE PER LE NOTIZIE SUL POETA.I MIEI STUDENTI DI QUINTO ANNO TE NE SARANNO GRATI: INFATTI STO PER INTRODURLI NEL "MERAVIGLIOSO" MONDO BOHEMIEN DEI POETI "MALEDETTI", TRA GENIO E SREGOLATEZZA…ARTISTI CHE "hanno lasciato un segno indelebile. Loro hanno visto l\’abisso, il baratro dell\’animo umano. Loro, luci di bohème, sono stati dall\’altra parte e hanno visto quello che "noi umani non possiamo immaginare". Tanti diversi modi di morire in versi: droghe, alcool e tanta fama in solitudine."GRAZIE ANCHE DELLE BELLE PAROLE CHE HAI LASCIATO PER ME…SPERO DI RI-AVERTI OSPITE PRESTO NEL MIO SPACE…

  11. Giusy ha detto:

    Per Zrcadlo: devi essere per forza molto giovane…Attribuisci infatti la citazione "Mille violini suonati dal vento" a Carmen Consoli. In realtà la cantante siciliana ha, a sua volta, attinto questo verso da una celeberrima canzone del compianto Domanico Modugno (Festival di Sanremo del 1959, cantata anche da Johnny Dorelli), al quale, mi auguro, avrà voluto rendere omaggio, nella canzone "L\’ultimo bacio", colonna sonora del film omonimo.(La precisazione è d\’obbligo…)"Mille violini suonati dal ventotutti i colori dell\’arcobalenovanno a formare una pioggia d\’argentoma piove, piove sul nostro amore.Ciao ciao bambinaun bacio ancorae poi per sempreti perderòcome un fiabal\’amore passac\’era una voltapoi non c\’è piùcos\’è che tremasul tuo visinoè pioggia o piantodimmi cos\’èvorrei trovareparole nuovema piove piovesul nostro amorCiao ciao bambinaun bacio ancorae poi per sempre ti perderòcome una fiabal\’amore passac\’era una voltapoi non c\’è piùCiao ciao bambinanon ti voltarenon posso dirtirimani ancorvorrei trovareparole nuovema piove piovesul nostro amor"

  12. Paola ha detto:

    Stupendo! GRazie: questo concerto è davvero un miracolo, stupendo. Lo so che alla gente piace anche vanessa mae e quella versione molto orecchiabile dell\’aria pucciniana fa una gran scena però tra le due cose c\’è un\’abisso come tra il pasticciaccio di Gadda e un giallo di Camilleri… Il violino è uno strumento che facilmente, se suonato bene, crea atmosfere languide: all\’inizio è bello, piacevole e di grande impatto, e lo dico per esperienza personale, suonare ad esempio la meditazione del Thais di massenet o lo Schinder\’s list di Williams ma le potenzialità del violino sono molto più potenti e possono andare oltre il semplice sentimentalismo o l\’isteria coraggiosa e tutta la retorica di un concerto come il 77 di Brahms( che io adoro e spero un giorno di suonare "con tutti i crismi"). Credo che la musica sia come la letteratura. Citare Verlaine vuol dire fare tesoro del lascito dei Poetes Maudites della geometria astratta di un Mallarmè, della ribellione-esplosione di un Rimbaud e del sublime risemantizzato di un Baudelaire(vd saggio auerbach) ma soprattutto, considerando lo stesso verlaine, vuol dire racchiudere tutto il senso all\’interno di una musica giocata su sonorità delicate, piano o pianissimo, " LA music avant tout choise"! Non a caso intitolò una sua raccolta sotto il nome di "romanze senza parole". Il testo ha poca importanza, la musica (ecco da quì la difficoltà di proporre solo la versione tradotta…spero che sia qualle di Raboni anche se tradurre comporta sempre un certo tradire). Detto ciò ecco perchè ho proposto Prokofiev al posto dell\’aria pucciniana: Verleine è meglio rappresentato da questo pezzo così surreale, delicato, che gioca sulle dinamiche,ma con netta prevalenza dei piani, l\’intensità dei vibrati, i pizzicati, la purezza del suono e quell\’atmosfera sognante, tutta onirica, di quei trilli e ribattuti velocissimi dei violini, trama su cui va disegnandosi la melodia dei fiati. Mi rendo conto che non è un\’ascolto facile ma mi sono sentita in dovere di consigliarlo perchè l\’unica cosa che può accrescere il gusto estetico, laddove l\’innato a priori non basta, è la conoscenza o meglio pungolare la curiosità che muove alla conoscenza. La retorica sentimentale di un Puccini dista anni luce da un "oscuro" Verlaine e dalla sua nera, trasognata inquietudine.

  13. Giusy ha detto:

    CARISSIMA PAOLA, NON SEMPRE LA FILOLOGIA PREVALE SULL\’EMOZIONE…A NOI, COMUNI MORTALI "CI PIACCIONO" ANCHE LE ARIE ORECCHIABILI CHE FANNO PARTE DI UN PATRIMONIO ACCESSIBILE CHE CONDIVIDIAMO VOLENTIERI, NON APPANNAGGIO DI POCHI ELETTI CHE HANNO LA CHIAVE PER ENTRARE IN MEANDRI MUSICALI O CULTURALI CHE NON APPARTENGONO AI PIU\’.IL TUO COMMENTO E\’ DA "ADDETTA AI LAVORI": E\’ CHIARO CHE SUONI IL VIOLINO E NE PARLI…COME SI DICE…CON COGNIZIONE DI CAUSA.E VEDO CHE ANCHE LA LETTERATURA FA PARTE DEI TUOI INTERESSI…MA DIMMI…CHE VUOL DIRE CHE TRA IL "NESSUN DORMA" DI PRIMA E IL CONCERTO DI PROKOFIEV "c\’è un\’abisso come tra il pasticciaccio di Gadda e un giallo di Camilleri"?. PER QUANTO LA GRANDEZZA DI GADDA SIA FUORI DISCUSSIONE…IO ADORO CAMILLERI..E QUINDI, IL PARAGONE NON MI E\’ DEL TUTTO CHIARO…E POI, TRA CITAZIONI IN FRANCESE, E ANALISI CRITICHE DI SPESSORE FILOLOGICO…"un\’ascolto" CON L\’APOSTROFO…"NUN SE PO\’ VVEDE\’"(PER DIRLA ALLA GADDA)…SCUSAMI…DEFORMAZIONE PROFESSIONALE…

  14. Paola ha detto:

    Mi scuso per l\’obbrio dell\’apostrofo mia grandissima pecca. Ad ogni modo non concordo e assolutamente sono contraria a questo tipo di ragionamenti e a questa forzatura dialettica tecnica-passione ed erudizione-emozione: le cose sono molto più complesse e l\’una influenza l\’altra creando una molteplicità di interazioni. Penso che non sia lecito legittimare la pigrizia intellettuale e mi fanno incavolare i commenti della gente che reputano certe opere come appannaggio di pochi eletti. La cultura, grazie a Dio, è di tutti. Gli artisti hanno creato opere per l\’umanità intera e posso capire che alcune sono davvero al limite dell\’udibile: non consiglierei mai,a un "non addetto ai lavori", di ascoltare un\’opera di Boulez così come non consiglierei a un ragazzino che si approccia alla poesia di leggere Marinetti o Zanzotto.Quanto alla questione Camilleri il mio esagerare è stato nei confronti del povero Puccini ( o meglio della trascrizione per violino) non di certo verso Camilleri. Se c\’è una cosa che non tollero è che uno scrittore di gialli assolutamente convenzionali venga eletto agli allori poetici( vd meridiani): conosco Camilleri, ho avuto pure un esame su di lui quindi non sparlo a proposito, e sono fermamente convinta che scriva sì bene, molto meglio dei faletti e moccia vari, ma la sua rimane una produzione da "letteratura d\’intrattenimento". Usa un genere pluricodificato e oltre quel modello non si spinge, Gadda al contrario ha una poetica decisamente più profonda e il modello giallo per lui è solo un pretesto, un mezzo e non un fine, da cui parte la sua grande inventiva. Io rimango della convinzione che le cose inaccessibili sono tali solo per chi non ha la curiosità di andare oltre per quanto faticoso e travagliato (le sudate carte!) possa essere il percorso. Lo stesso Camilleri è conscio del suo essere "costruttore di chiesette di campagna" e non di "cattedrali" quindi non credo di fargli un torto lasciandolo fuori dalla "letteratura istituzionale" che ha ben altra portata estetica. Non è la letteratura che si deve banalizzare ai livelli del lettore medio, enciclopedicamente carente, ma è il lettore che si deve innalzare a quei livelli: se poi pensiamo che ciò compete solo agli addetti ai lavori…che senso avrebbe una letteratura e un\’arte "autoreferenziale" in genere?

  15. Cinzia ha detto:

    Sublime post e Verlaine (nella sua ora rintocca… io mi ricordo) abbia solleticato la semplicità con vette irragiungibili.Mi permetto da novizia, ma filologia non deve essere in contrasto con l\’emozione. Apprendendo il modus scrivendi di un autore\\ice, si percepiscono le emozioni più nitidamente. Per esempio seguendo un corso sulla filologia manzoniana, ho scoperto dettagli dei sommi promessi che non avevo notato. Una tale perfezione di indagine emozionale che nemmeno con la più avanzata psicanalisi si possono cogliere appunto perchè tali discipline stoicamente vedono l\’emozione come "generatrice" di una "patologia".La pigrizia di un intellettuale se mai è diventare scolastico, perchè anche i moderni non possono essere alla stregua dei grandi vissuti?Camilleri (seppure io non lo ami) può essere accostato a Gadda (anche se più arcaico e sublime)… anche un Testori.Se per questo dobbiamo trascurare un Pasolini? Perchè se ci riferiamo ai giovani scrittori, che hanno un assioma culturale e vissuto diversissimo, non debbano essere considerati come meritano?Denigrare l\’arte scrittori anche se non sono istituzionali?Un Zanzotto è perfetto a chiunque apprezzi la poesia, novizio o no… la bellezza della Sua Pasqua… è sola di Zanzotto sia per chi ha 15 anni sia per chi l\’ha vissuto a 50… è la Nostra interpretazione che cambia… ma l\’arte è questo. Seguire tutti in maniera diversa.Camilleri nei meridiani? Trovata commerciale di una eccellente casa editrice, oppure la consacrazione che anche la letteratura di intrattenimento è una letteratura.Può sembrare pretenzioso, ma questo istituzionalismo o purismo non aiuta l\’arte a svecchiarsi.E Dio solo sa quanto perderemo se la nostra arte non riuscirà a farsi occhi nuovi e sgargianti.

  16. Cinzia ha detto:

    * correggo: "consacrazione che anche la letteratura di intrattenimento è una letteratura"consacrazione del fatto che la letteratura di intrattenimento sia una letteratura degna di tale nome.Scusate la fretta, è un tema caldo per me.

  17. Giusy ha detto:

    ACCIDENTI CHE DIBATTITO!!!DOBBIAMO RINGRAZIARE VANESSA MAE PER AVERLO SOLLECITATO!CINZIA…QUANTO MI SEI MANCATA…LA TUA LUCIDITA\’ E LA TUA APERTURA VERSO OGNI LIVELLO E MODALITA\’ DI APPROCCIO CULTURALE (CON OCCHI NUOVI, SI SCOPRONO NELLE PAGINE, ANCHE SE LETTE E RILETTE, "parole più nuove/che parlano gocciole e foglie/lontane" – HO OSATO UN D\’ANNUNZIO IN TUTTO QUESTO…GLI STRALI DIVINI SI ABBATTERANNO SU DI ME?), MI TROVANO CONCORDE.TUTTAVIA, NON CREDO DI AVER PARLATO MAI DI DISTINZIONE NETTA TRA TECNICA E PASSIONE (O, COME DICE PAOLA, TRA ERUDIZIONE ED EMOZIONE), NE\’ SOSTENGO UN TIPO DI CULTURA CHE CONDUCA ALLA PIGRIZIA MENTALE (PER QUELLO, CERTA TV, BASTA E AVANZA…"TV, CATTIVA MAESTRA", DICEVA PASOLINI…NE VOGLIAMO PARLARE?).TALVOLTA SI HA BISOGNO DI LASCIARSI ANDARE…E SE PUCCINI NELL\’INTERPRETAZIONE DELLA MAE CI CONSENTE DI RAGGIUNGERE LO SCOPO…CHE MALE C\’E\’.POI, MAGARI, APRIAMO "COLLOQUIO" DI ZANZOTTO E LO ASSAPORIAMO FORSE CON MENTE E CUORE PIU\’ DISPONIBILI AD ACCOGLIERLO.DOMANI INIZIA IL MESE DI MARZO…"…Improbabile esistere di orain ora allinea me e le siepiall\’ultimo tremoredella diletta luna,vocali foglie emanal\’intimo lume della valle E tuin un marzo perpetuo le campanedei Vesperi, la meravigliadelle gemme e dei selvosi eccellie del languore, nel ripido muronella strofa scalfita ansimando m\’accenni;nel muro aperto da piogge e da vermiil fortunato marzomi spieghi tu con umililontanissimi errori, a me nel vivod\’ottobre altrimenti annientatoad altri affanni attentoSola sarai, calce sfinita e segno,sola sarai fin che duri il letargoo s\’ecciti la vita…………….E marzo quasi verde quasimeriggio acceso di domenicamarzo senza misteriinebetì nel muro"UN ABBRACCIO, CINZIA, PAOLA…AMICHE MIE…

  18. Cinzia ha detto:

    Grazie a te Giusy, nonostante sia silente in giorni passati, non mi sono persa un post. Sempre ricchi di passione 🙂 un vero piacere.Grazie per i complimenti Giusy sei un\’amica ma non merito cotanta generosità… sono ultima fra gli ultimi in questo genere di cose, mi tengo un monito (nonostante io non sia puramente cristiana): "Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;guarderete con i vostri occhi e non vedrete" Mt 13,14Questo monito mi fa dubitare delle considerazioni di ognuno di noi e le mie stesse parole, come sempre soggette a modifica, nonostante difenda la mia posizione perchè convinta portatrice di pensiero in quanto tale semplicemente. Monito contro la pigrizia mentale… sempre in agguato… Questo mi fa cercare sempre "parole più nuove"… La poesia più bella e alta che io abbia mai ascoltato.Infine concordo con te Giusy, l\’emozione è il cardine dell\’uomo che lo riconduce ad un equilibrio primordiale oppure lo scuote e "lo rivolta come un calzino" come amava dire mia nonna quando avevo una sofferenza troppo grande incontrollata in cui mi imbattevo e con estrema fatica ritornavo alla lucidità madre di ogni pensiero :)Un abbraccio forte e se non riesco più a scrivere in questi giorni, ti auguro un sereno e magnifico fine settimana 😀

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