Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde e Alfred Douglas

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«La moderazione è una cosa fatale.
Nulla ha più successo dell’eccesso».
 
Smodato per partito preso estetico, oltreché per nascita irlandese, fu proprio a causa del suo successo nell’eccesso che
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Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde
 
venne ipocritamente crocifisso ai valori del perbenismo e della moderazione da quella stessa società vittoriana di cui era stato il fascinoso animale da salotto, che lui divertiva con il suo spirito caustico e le pose da dandy anticonformista.
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A rovinarlo fu una passione travolgente, all’insegna di quella specie di amore
«che non osa dire il suo nome»,
per un apollineo rampollo dell’aristocrazia:
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evans-experientialism.freewebspace
Alfred Douglas,
Bosie per gli amici.

Si conobbero nel 1891, l’anno del Ritratto di Dorian Gray:
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barbles42.livejournal.com
l’attrazione di Oscar per Bosie sembra in effetti ricalcare quella di Basil per Dorian nel romanzo, inverando l’aforisma wildiano secondo cui la vita imita l’arte.
Per Bosie, narciso bizzoso, lo scrittore perse subito la testa e, successivamente, la reputazione.
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Finché il padre del ragazzo, il rozzo marchese di Queensberry, si fece un punto d’onore di troncare quella relazione pericolosa.
Dopo essersi presentato a una prima teatrale di Wilde con un allusivo mazzo di ortaggi, Queensberry gli spedì il famigerato biglietto in cui l’accusava di pose equivoche.
Fu l’inizio della catastrofe.
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artslivres.com
Su istigazione di Bosie, Wilde querelò Queensberry e lo fece arrestare.
Ma il dibattimento si ritorse contro di lui e, dopo due successivi processi, lo scrittore fu condannato per omosessualità a
2 anni di lavori forzati nel duro carcere di Reading.
Wilde non sopravvisse a lungo alla sua dannazione sociale:
morì a Parigi, il 30 novembre 1900, a soli 46 anni.
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encyklopedie.seznam.cz
Ora gli atti del Primo processo di Oscar Wilde
"Regina contro Queensberry"
sono resi disponibili in italiano dalla Ubulibri, a cura di Paolo Orlandelli e Paolo Iorio, che si sono basati sui verbali del processo, ritrovati nel 2000 alla British Library.
Le risposte del divino Oscar sono sempre brillanti, ma suonano a tratti altezzose.
Arroccato sulla difensiva, sente progressivamente avvicinarsi la catastrofe per amore della quale ha incessantemente cospirato contro se stesso.
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jurist.law.pitt.edu
Bosie, in quanto aristocratico, fu tenuto lontano dallo scandalo,
ma a caldo difese l’amico in un articolo sul Mercure de France in cui, citando la pleiade omosessuale da Platone a Cellini, da Shakespeare a Michelangelo, si proclamava «fiero di essere stato amato da un grand’uomo e fiero di aver sofferto per lui».
Riemerso dall’oblio soltanto nel 2002,
l’articolo esce per la prima volta in Italia in appendice a
 "Io e Oscar Wilde",
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le inedite memorie di Alfred Douglas curate da Orlandelli per le edizioni della libreria Croce.
E tuttavia, qui, il filisteismo morale dà luogo a un autentico voltafaccia.
Il Bosie del 1912, offeso dalle accuse rivoltegli da Wilde nel De Profundis, non esita a screditare il suo vecchio idolo con punte di astiosa volgarità:
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«Mancava di umiltà esattamente come mancava di blasone»;
«La fortuna di Wilde è dovuta al fatto che è stato in prigione e che ha scritto delle sconcezze».

Lo accusa addirittura di averlo plagiato, salvo demolirne l’opera (eccetto la Ballata del carcere di Reading), o definire superficiali i suoi aforismi.

Senza capire che c’è molta più verità nella cosiddetta superficialità del vecchio Oscar che in tanta falsa profondità.
Ha detto bene Jorge Luis Borges:
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"Ci si deve arrendere al fatto documentabile ed elementare che
Wilde, quasi sempre, ha ragione".
 

FONTE DAGOSPIA/ROBERTO BARBOLINI PER PANORAMA

http://www.rosarcobaleno.it/index.php?view=article&id=158%3Ain-un-libro-gli-atti-del-processo-qoscar-wildeq&option=com_content&Itemid=62

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5 risposte a Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde e Alfred Douglas

  1. Fausta ha detto:

    I voltafaccia delle persone sono quanto di più cattivo ci possa essere nei rapporti umani. Situazioni come questa durano ancora e non sembra che ci sia una strada percorribile da tutti per evitare ghetti e chiusure.In questa maniera si esasperano gli animi – come è successo nel caso di Oscar e Bosie – e si rende sempre più difficile trovare un punto di incontro…L\’uomo non ha ancora capito che la verità non è mai da una parte sola… ci possono essere tante verità quanti sono gli uomini….. Uno solo è la Verità…. ma questo è un altro discorso…

  2. Giusy ha detto:

    Mettersi nei panni altrui, rispettare l\’altro, anche e soprattutto quando la pensa diversamente da noi…cambiare l\’ottica…il punto di vista…cambiare idea…ammettere che la nostra non è LA VERITA\’, ma una visione della verità…mettere i punti interrogativi, anzichè gli esclamativi…A me sembra normale…

  3. Katia ha detto:

    Ho letto il "De Profundis" nel 2005 e soffrivo nel leggere quelle parole meravigliose… soffrivo perchè conoscevo il dopo… quello che Bosie avrebbe detto di Oscar… Non c\’è niente di più doloroso che amare qualcuno che non ti comprende… che usa il tuo amore per riempire il suo egoismo… non c\’è nulla di più doloroso di un cuore che ama senza riserve e si frantuma per quello stesso amore, quando la patina sugli occhi cade e il nostro amore diventa il mostro che ha solo succhiato la nostra anima….Forse molte delle parole di Oscar non ci sarebbero state se non avesse conosciuto Bosie… sicuramente l\’amore comporta il rischio di donorsi alla persona sbagliata… e la parte più difficile sarà rimettere insieme tutti i pezzi del cuore e dell\’anima quando cadrà sul pavimento freddo… senza sapere da dove iniziare a rimettere tutto insieme…Non ho visto l\’intervento di Benigni… e me ne sono molto dispiaciuta… certo è che l\’amore non ha bisogno di essere spiegato e soprattutto non ha bisogno di sentirsi dire se è giusto o sbagliato… l\’AMORE c\’è… esiste e ogni cuore che palpita è un dono divino… chi è destinatario di questo amore… non ha nome, non ha sesso, non ha età… esisite e ci rende felici di essere….

  4. Giusy ha detto:

    "UN AFFETTO NON SI PROVA…S\’INDOSSA DIRETTAMENTE…" Lucio Battisti, Per Altri Motivi, da L\’Apparenza (1988)

  5. Cinzia ha detto:

    adoro wilde, il de profundis credo sia la prova più alta dell\’amore borghese… il vero sentimento che si indossa direttamente senza pensare alle conseguenze. In una società civile queste conseguenze non dovrebbero esistere eppure certi rapporti, come nei migliori branchi animali, vengono contestati derisi ed umiliati.Ah no scusate… in natura l\’omosessualità è perfettamente integrata… rilevata in 1500 specie viventi. Più naturale di così… siamo noi che forse siamo peggio di animali?

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