DIRITTI NEGATI (sottotitolo: tra Benigni e Povia, è meglio Benigni!)

“È una storia incredibile che va avanti da millenni – dice Benigni –

Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio.

L’omosessualità non è peccato, il solo peccato è la stupidità.

Gli omosessuali sono stati seviziati e morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona.

Non importa di che sesso, siamo persone adulte, sono fatti loro.

Pensate se foste condannati per il solo fatto di amare qualcuno.

Non c’è delitto più grave che uccidere, torturare chi ama.

E’ incredibile la rozzezza con cui si parla dell’omosessualità, nella storia dell’umanità ci hanno regalato cose stupende, potrei citarvene centinaia e non è per loro che si può estinguere una razza“.

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LA LETTERA DI OSCAR WILDE ALL’AMATO BOSIE INTERPRETATA DA BENIGNI

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Mio carissimo ragazzo, questo e’ per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sara’ tutto finito.

Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora piu’ divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicita’ e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiche’ la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo

e’ la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.

Il nostro caro amico mi e’ venuto a trovare oggi.

Gli ho dato parecchi messaggi per te.

Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non manchera’ mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.

Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia cosi’ strana.

Non esporti all’Inghilterra per nessuna ragione al mondo.

Se un giorno, a Corfu’ o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe piu’ dolce di quanto sia stata mai.

Il tuo amore ha ali larghe ed e’ forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore e’ la luce di tutte le mie ore.

Se il fato ci sara’ avverso, coloro che non sanno cos’e’ l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita.

Se cio’ avverra’, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non e’ vero. Il nostro amore e’ sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, e’ perche’ la natura di quell’ amore non e’ stata compresa.

Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da’ coraggio.

Debbo ricordarla.

Scrivi che e’ mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto.

Credo sia vero. Ci provero’ e lo faro’.

Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti cosi’ che quando viene mi possa dire cosa fai.

Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Cosi’ potro’ comunicare con te.

Sono cosi’ felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato.

Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti.

Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani.

Credo che il tuo amore vegliera’ sulla mia vita.

Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro.

Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato.

Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e piu’ amabile.

Oh! aspettami! aspettami!

Io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti,

devotamente il tuo, con un amore immortale

Oscar

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(dal "De Profundis" 29 aprile 1895)

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4 risposte a DIRITTI NEGATI (sottotitolo: tra Benigni e Povia, è meglio Benigni!)

  1. Candy ha detto:

    Benigni a tutta la mia stima. Al contrario di persone come la Binetti che hanno definito l\’omosessualità una sorta di perversione che porta alla pedofilia o, giusto per girare il dito nella piaga, di istituzioni come il Vaticano. L\’omosessualità non è nè perversione nè una malattia. E\’ semplicemente l\’amore verso una persona dello stesso sesso. L\’omofobia deve essere sempre e comunque condannata ed è dettata solamente dalla paura del "diverso". Ovvio che poi la concezione del "diverso" viene data seguendo la logica dell\’ipocrisia borghese imbottita di falso dogmatismo religioso. Un applauso in particolare va al Vaticano che si preoccupa tanto del diritto alla vita ma in fatto di omosessualità pensa bene che i gay e le lesbiche non debbano avere diritti. Ri-benvenuti nella nostra civilissima e modernissima epoca..A quando il ritorno dei roghi degli eretici?

  2. Fausta ha detto:

    Mi sembra che purtroppo ai roghi stavamo ritornando in maniera tragica….. sembra finita qui, speriamo!Parole come libertà, misericordia, comprensione, rispetto….. hanno perso il loro valore e il loro significato.Se le persone fossero lasciate libere di vivere il loro amore con tutta la gioia e la semplicità che sono i suoi "segni", non ci sarebbe bisogno di gesti plateali che possono essere sgraditi o di rivendicazioni esasperate. Le persone che additano l\’omosessualità come una cosa "cattiva", alla fine mettono in evidenza solo la loro "malizia".

  3. Angela ha detto:

    Quello che a volte mi fa rabbia è che si celebra la Giornata dell\’olocausto degli Ebrei e non si pensa e non si menziona e non si celebra la giornata di tutti quegli altri emarginati sociali di cui la follia di Hitler si è sporcata le mani.Tempo fa, in occasione del suicidio di quel ragazzino di 16 anni, si chiamava Marco, non so se ricordi, ho scritto un racconto su questo tema…Se mi permetti lo edito qua: Ultimo monologo di un diversoGuardarsi allo specchio e provare quella sensazione strana di trovarti davanti ad uno sconosciuto.Che schifo quel corpo asciutto e piatto. E quel coso lì che penzola deturpando ancor più l\’aspetto. Io non sono quello! No… lo vedo con gli occhi miei interiori.Gli attributi non sono al posto giusto. Qui c\’è stato un errore nella lavorazione. Qualcuno distratto nella catena di montaggio ha messo fuori quel che andava custodito gelosamente all\’interno. Dovevano essere ovaie e invece mi ritrovo con dei testicoli e quello che doveva essere il mio utero è diventato un inutile appendice. Dove sono le mie labbra? Dove le mammelle che pur sento di avere?Nessuno dei suoi cari si è accorto di nulla anche se la postura… il modo di camminare… quello di gesticolare non sono tipici di una identità maschile. Le lezioni di danza classica, iniziate da bambino, hanno giustificato agli occhi dei suoi cari il suo portamento. E\’ stata la mamma a insistere per fargli fare danza e lui da bravo e tenero figlio aveva ubbidito senza porre obiezione alcuna.La mamma… profumo di fiori freschi. Usa sempre profumi dolci che sanno di buono.Quante volte scherzando con lei se li spruzzava addosso e poi a scuola i compagni lo sfottevano "femminuccia" lo chiamavano e lui per difendersi diceva: "E\’ il profumo della mamma, lei mi abbraccia e mi rimane addosso". Non capiva ancora cosa stesse succedendo ma vedeva i sorrisetti di scherno e le gomitate che i compagni non sempre si davano di nascosto.Quando si è piccoli ci si sofferma poco su questi particolari. Ci sono tante altre cose a cui pensare. Ad esempio cercare di inventarsi una scusa per giocare con le bambole della sorellina al posto di quelle orrende pistole che gli propinavano ad ogni festa o ricorrenza. Ma bisognava farlo di nascosto di papà. Quando lui non era in casa. Lui, uomo tutto d\’un pezzo, orgoglioso della sua virilità. Quante volte l\’ha sentito vantarsi delle sue giovanili imprese amorose! Mentre la mamma nasconde il suo imbarazzo dietro impacciati sorrisi…Chissà che pensa di tutta sta faccenda. Povera mamma, se solo sapesse! Come vorrei poggiare la mia testa sopra il suo petto e raccontare a lei il mio tormento! Sono sicuro che lei comprenderebbe se… se non avesse paura di mio padre. Lui così fiero di avere un figlio maschio che gli garantirà la discendenza.Come prenderebbe la notizia di aver un figlio maschio a… metà?NO… non lo saprà. O, almeno, non sarò io a dire a lui questa verità.Ancor ieri a scuola li ho visti i sorrisetti dei compagni e delle compagne. Ho udito i loro commenti, le loro salaci battute al mio indirizzo lanciate. Non so tra le due parti chi mi ferisce maggiormente. E devo andare avanti.Lo so che dovrei andare avanti ma non ce la faccio a sostenere questa situazione. Troppo il peso di questa mia esistenza. Di questo contenente che non riflette il contenuto.Dicono che non sono normale e che dovrei vergognarmi di essere così.Io sono gay ma non lo posso dire. Non alla società "civile". A quella società che va ogni domenica a messa e che si confessa salvo poi a compiere atti ignominiosi fuori. C\’è chi va a messa e fuori mente e ruba. Chi si batte il petto in un ipocrita mea culpa e poi di nascosto abusa dei bambini. Chi addita col dito il diverso salvo poi usarlo per i suoi immondi desideri clandestini. Eppure si professano credenti e praticanti! Ma praticanti di cosa? Non c\’è coerenza nel loro comportamento ma nessuno li addita a dito. Mentre io che amo il sole e le stelle. Che mi incanto alla vista dei fiori e del mare. Che mi commuovo davanti a un tramonto e piango ascoltando una canzone… Io no… io debbo reprimere la mia vera natura, nascondermi come un ladro o un malfattore perché io non ho nemmeno il diritto d\’ esistere …La bara bianca, coperta di fiori, troneggia al centro del cimitero [non si celebra in chiesa il funerale di un suicida] colmo di persone. Ci stanno tutti: il padre che d\’improvviso ha perso la sua spavalderia, i compagni che si guardano increduli, sul volto una domanda che non avrà risposta. I curiosi, la gente come lui e quella bigotta.Il prete pronuncia la sua omelia cercando di spiegare ai presenti l\’importanza della vita e la vigliaccheria di chi decide di morire.Sono tutti lì ad ascoltare ma c\’è tra loro qualcuno che per una volta almeno avrà il coraggio di dire che lui è morto per colpa di questa cosiddetta società "civile"?Un ultimo saluto, una lieve e invisibile carezza sulla guancia della madre che silente e sola, chiusa nel suo dolore, fissa la bara bianca."Arrivederci, mamma!". P.S.// Per Matteo morto suicida a 16 anni perché non sopportava più di essere chiamato "gay" vola questo mio piccolo aquilone…(Forse Matteo non era gay… ma non è la sua storia che ho voluto raccontare, quanto la necessità, mia personale di capire cosa si provi nello scoprire di essere "diverso"…)

  4. veronika ha detto:

    l\’ignoranza della gente è infinitaho afrontato un argomento simile proprio ieri nel mio spacesti lascio il link magari ci fai un salto e dirai la tuahttp://pusinkaveronika1971.spaces.live.com/blog/cns!338820987226DA74!4986.entry?_c=BlogPartbuon seratakiss

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