Dalla parte delle bambine – Storie di ordinaria discriminazione

Con gli studenti di Primo Anno, nell’ambito dello studio della Geografia Politica e della Globalizzazione, ci siamo imbattuti nel tema del "divario uomini-donne".

Tra gli argomenti inerenti alla questione, uno in particolare ha colpito la loro sensibilità:

la discriminazione a cui sono costrette le bambine in molte parti della Terra.

Molte di esse vengono "cancellate dal mondo".

Un altro olocausto.

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www.gesuiti.it

"In alcuni paesi asiatici e africani gli aborti e gli infanticidi hanno eliminato dal grafico delle nascite 100 milioni dl bambine. Un orrore perpetuato dalla miseria e da leggi che considerano le femmine individui di sede B.  

Secondo le stime dell’Unicef, ogni anno un milione di bambine muoiono per il solo fatto di appartenere a un genere considerato di seconda classe.

INDIA

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www.antrodellasibilla.it

Un articolo dell’autorevole rivista medica The Lancer definisce le donne indiane come una specie in pericolo:

934 femmine su 1000 maschi nel 1984, 929 su 1000 censimento del 1991.

Sempre più diffuso l’aborto selettivo: su 8000 aborti praticati a Bombay in seguito ad amniocentesi, 7999 riguardavano feti di sesso femminile.

Nel corso di un sondaggio condotto neI villaggio di Madurai, luogo turistico di bellezza straordinaria, dove la vita è meno aspra che in altri luoghi del Paese, ben 51 famiglie su 640 hanno ammesso infanticidi di femmine.
"Meglio soffocare una neonata", è stato il commento, "che farle vivere un’esistenza di stenti e miseria".

Ogni anno nascono in India 12 milioni di bambine, ma il 25% non arriva a 15 anni: fra 1 e 4 anni di età muoiono 300 femmine su 100 maschi.

Le bimbe che riescono a vedere la luce hanno meno cibo, meno cure mediche, meno assistenza: nel segno di una tradizione che svaluta la figlia, destinata a essere – anche per l’onere economico della dote obbligatoria – soltanto un peso per la famiglia d’origine.

PAKISTAN

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www.cesvi.org

Il rapporto maschi-femmine è di O a 100.

Uno studio recente denuncia che il 71% dei bimbi sotto i 2 anni ricoverati in ospedale sono maschi: se si ammalano, le femmine ricevono cure sommarie e il 61% di loro è mal nutrito, contro il 50% dei bambini.

BANGLADESH

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www.unicef.it

Una bambina riceve il 20% di calorie in meno rispetto a un maschio e, in caso di diarrea acuta, i ricoveri per i maschi sono del 65% più frequenti che per le femmine.

COREA DEL SUD

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www.prosviliguria.org

Negli ultimi anni, sono nate 86 femmine su 100 maschi. Un dato allarmante, che ha spinto la Federazione Coreana per la Pianificazione Familiare a tappezzare città e villaggi con manifesti sui quali si legge: "Dovremo importare spose di colore?".  Questo spauracchio è già realtà nel Vietnam di oggi, dove le donne rimaste pensano più a crearsi un po’ di benessere che a procreare bambini privi di garanzie per il futuro.

Si aggira insomma nel continente asiatico lo spettro di un mondo nel quale le femmine saranno una minoranza numerica.

E quindi sempre meno garantite nei loro diritti umani e sociali.

Un mondo nel quale tornerebbero ad essere merce di scambio fra uomini che ne determinano il destino.

CINA

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www.asianews.it

In Cina il rapporto bambini-bambine è di I a 100:

in questo smisurato continente i demografi hanno calcolato la mancanza di 500 mila femmine all’anno. 

La Commissione statale per la pianificazione familiare e la Statistics Sweden rilevano che ogni anno in Cina muoiono 45 mila bambine in più del previsto.

Tre sono le cause addotte negli studi ufficiali per tentare di spiegare la loro scomparsa.

La prima è senza dubbio quella dell’evasione anagrafica:

le nascite delle figlie non vengono denunciate.

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www.vivimontagne.it

In questo modo la famiglia imbroglia le autorità che hanno imposto ai cinesi di non avere più di 1 figlio e i genitori possono coltivare la speranza di avere un maschio senza incorrere nelle punizioni previste per legge.

Si calcola che i figli clandestini siano 9 milioni e sono in prevalenza di sesso femminile.

Una soluzione meno spaventosa dell’infanticidio ma che condanna queste creature a una vita durissima, senza assistenza sanitaria e scolastica, senza alcuna possibilità di sviluppo.

La seconda causa è attribuibile anche qui agli aborti selettivi.

Sebbene tale pratica sia illegale in tutto il Paese, secondo statistiche pubblicate a Hong Kong, in talune località si arriverebbe al 90% del totale delle interruzioni di gravidanza.

Infine, viene citato l’infanticidio:

nelle campagne cinesi, per secoli le donne hanno partorito con un secchio d’acqua accanto al letto per affogare il neonato nel caso fosse femmina.

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www.ecplanet.com

Nella cultura tradizionale, infatti, solo i maschi garantiscono la vecchiaia dei genitori e la continuità della loro memoria nel culto degli antenati.

Sicché le famiglie povere aspettavano con ardore il primogenito pronte a sacrificare le bambine per non avere troppe bocche da sfamare.

Oggi il fenomeno è meno vasto ma di tanto in tanto arrivano alla stampa notizie mostruose.

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mondofemmineo.splinder.com

All’ospedale di Shanghai, nel 1987, le bambine indesiderate venivano eliminate subito dopo la nascita   con un iniezione mortale nella fontanella e quindi venivano seppellite sul retro dell’ospedale.

Nella grande Cina di Deng Xiao Ping lanciata verso un capitalismo selvaggio che promette benessere a quasi tutti, mezzo milione di donne ogni anno cancellano dal mondo mezzo milione di bambine.

Questa guerra delle madri povere contro le proprie figlie racconta una situazione di diseguaglianza nel Paese che scatenò più di una rivoluzione perchè tutti gli uomini potessero godere degli stessi diritti.

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www.comunitapopoli.org

"L’altra metà del cielo"

come Mao Tse Tung definì l’universo femminile, è ben lontana ancora dall’affermazione primaria della sua specificità genetica,. cioè il diritto di partorire figli, e soprattutto figlie, senza il dolore di doverle sacrificare a una cultura e a uno Stato che ancora oggi le considera cittadine di serie B.

TIBET

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www.unicef.it

Dal 1951, quando le truppe di occupazione della vicina Cina misero fine all’indipendenza pacifica del Paese i tibetani sono una minoranza nella propria patria: 6 milioni contro 7,5 milioni di cinesi.

Cinesi che hanno distrutto 6 mila monasteri, conventi e centri culturali tibetani, imprigionando, torturando e costringendo all’esilio 120 mila fra monaci e civili che vivono oggi a Dahramsala, in India.

In questo contesto di occupazione armata, i funzionari comunisti hanno messo a punto un piano drastico di controllo delle nascite, che mette in pericolo non solo la cultura ma la stessa razza tibetana.

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butterflygreen.splinder.com 

I cittadini del tetto del mondo possono avere due figli ma non prima dei 25 anni, devono essere sposati e hanno l’obbligo di lasciar passare almeno 4 anni fra le due nascite.
Ma il peggio lo ha raccontato un’infermiera tibetana arrivata quasi clandestinamente alla Conferenza mondiale delle donne a Pechino, nel settembre 1996.

"Quando una madre arriva all’ospedale per partorire, deve mostrare l’autorizzazione ad avere un bambino rilasciata dall’amministrazione locale. Se non la possiede, il neonato, appena nato, sparisce. Le dicono che è morto e quasi automaticamente la donna viene sterilizzata".

In Tibet, due équipe di controllo delle nascite praticano aborti e sterilizzazioni percependo dei piccoli guadagni.

Gli aborti forzati vengono spesso praticati anche sulle gravidanze a termine: si inietta una dose letale di prodotto tossico nell’addome della madre e si esegue la condanna a morte del nascituro. Con la benedizione della legge.

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antoniocracas.blog.lastampa.it

Sul corpo delle donne e delle bambine pesa ancora oggi, nei Paesi poveri del mondo, una maledizione voluta dall’arretratezza e dalla miseria. Sancita da leggi spaventose in Cina, dove nessun diritto umano viene rispettato.

Sotto gli occhi dell’intera umanità sfilano le immagini e i dati riguardanti un nuovo genocidio che non riesce a sollevare la giusta indignazione.

Se 100 milioni di bambine cancellate dalla faccia della terra non fanno urlare di dolore gli uomini di questo pianeta, allora smettiamo di piangere per Sarajevo o per il Ruanda.

Perché nessuna guerra ha mai visto un così grande sterminio.

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www.evk2cnr.org

Che poi siano le madri a reggere il peso più grande, a dover sopprimere la speranza della vita, diventa una condanna per tutta l’umanità.

Un urlo straziante che d’ora in poi nessuno potrà ignorare.

A Shanghai, le bambine indesiderate venivano eliminate con un ‘iniezione mortale nella fontanella e poi seppellite sul retro dell’ospedale.

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www.asianews.it

Conferenza di Pechino

Le rappresentanti delle organizzazioni femminili in esilio sono state respinte dal governo cinese.

Tuttavia alcune voci sono arrivate attraverso i grandi organi di informazione e le organizzazioni non governative che svolgono un lavoro assiduo di assistenza alle donne "a rischio di estinzione".

La più disperata è stata quella di una giovane tibetana fuggita a Dahramsala per poter dare alla luce la terza bambina.

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www.ballofdirt.com

"Quando ero incinta del mio terzo figlio, i funzionari cinesi vennero più volte a casa per convincermi ad abortire. Piena di angoscia e paura, scappai da mia madre. Loro picchiarono mio marito perché si rifiutava di dire dove fossi nascosta. Tornai a casa. Dopo un mese comparvero di nuovo. Mio marito e io proponemmo di pagare l’ammenda annuale fino a quando nostro figlio avesse compiuto 15 anni. Accettarono, ma mi ingiunsero di passare all’ospedale per farmi sterilizzare. In quel luogo da incubo ho visto con i miei occhi quello che mai avrei immaginato: ho visto medici con lunghe siringhe fare iniezioni alle donne incinte che erano ricoverate. Le stesse donne che pochi giorni dopo tornavano per abortire. Nei bagni i feti abbandonati venivano mangiati dai cani.

Per questa ingiustizia legalizzata, non abbiamo avuto altra soluzione che la fuga.

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www.pianetamamma.it

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www.lauraproperzi.it

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www.pazientibpco.it

IL MATERIALE E’ STATO RICAVATO DA: http://www.letteraturaalfemminile.it/India%20dalla_parte_delle_bambine.htm

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10 risposte a Dalla parte delle bambine – Storie di ordinaria discriminazione

  1. Fausta ha detto:

    E\’ proprio la peggiore delle guerre! Per non pensare poi quanto devono subire, dall\’infibulazione al legare i piedi delle bimbe in Giappone – ho sentito che viene ancora fatto – al burqa cn tutte le limitazioni che comporta…Quanta strada ancora da fare……

  2. Giusy ha detto:

    Cara Fausta (sempre attenta e presente),ho intenzione di approfondire l\’argomento, dai piedi fasciati, all\’infibulazione, al burqa…Dalla scuola arrivano molteplici spunti…e ci sono argomenti nei quali, a mio avviso, abbiamo il dovere di scendere in profondità…se no passano inosservati.Ti auguro una serena domenica!

  3. ventodeldeserto ha detto:

    ………….. Dio…..dove sei?……………questo è il mondo?…………….io mi vergogno…………non posso aggiungere nulla………solo che c\’è tanta strada da fare………..e se Dio……o qualunque altro Dio…….ce ne sono così tanti………potesse darci un piccolo segno…….io crederei……..ma io non credo……..e occorre tanto lavoro…..forse troppo, per tutti……..giusy…sei grande …………….e il tuo lavoro è importante…….i giovani sono quelli che aiuteranno il futuro a cambiare………lo spero …..lo auguro di cuore………..sinceramente, ivana

  4. giudi ha detto:

    scusami ma non sono riuscita a leggere fino in fondo.la nausea mi è arrivata alla gola.è quì che dovrebbero agire i grandi del mondo..è facile chiudere gli occhi e far finta di niente x loro che non hanno coscienza.parlano solo di su come arricchirsi di più.ma la gente muore i bambini in questo caso.e le discriminazioni sono dappertutto.non ho parole e i fatti sono quelli..mah

  5. Armonia ha detto:

    Sai quale è il problema?Molti di noi leggono e poi chiudono gli occhi…… spero di tenerli ben aperti per il futuro.Grazie per questo post!Buon Tuttoin Armonia

  6. Giusy ha detto:

    Ma, a vostra memoria, ricordate di averne sentito parlare al Telegiornale (di qualsiasi rete)?Sì…forse qualche dossier trasmesso nel cuore della notte, qualche raro servizio di approfondimento…ma nulla più.Invece dovrebbe diventare argomento da affrontare quotidianamente.E le prime ad interessarsi della sorte della bambine, dovrebbero essere proprio le donne!Se penso che si sta avvicinando l\’8 marzo e che moltissime andranno nei locali a vedere gli spogliarelli maschili…mi vengono i brividi!!!

  7. Katia ha detto:

    ho pianto. non mi vergogno di scriverlo.ma non siamo noi madri a dover in tutti i modi proteggere i nostri figli?ma non siamo noi donne a dover far capire che valore abbiamo alla società maschilista che ci vede ancora oggi donne che valgono meno di loro?eppure dovrebbero amarci perchè possediamo il dono della vita… possediamo il mistero del mondo dentro di noi…forse è proprio quello che fa paura. solo violenza e dolore… odio e disperazione.che rabbia che mi fa leggere tutto questo…ma dove andremo a finire? si… chiudiamo gli occhi dopo aver letto e ci nascondiamo dietro il nostro dolore per quello che accade e la mancanza di mezzi per poter intervenire…il mondo è dei potenti… ma se riuscissimo a mettere da parte tutto e ci riunissimo in tanti… il mondo sarebbe il nostro.giusy, ti voglio bene…. e sono orgogliosa di essere donna e rinascerei mille volte donna per scoprire ogni giorno quanto sia difficile ma meraviglioso il nostro modo di affrontare la vita.

  8. Katia ha detto:

    …chissà perchè leggendo e rileggendo una sola cosa mi viene continuamente in mente… il libro "MILLE SPLENDIDI SOLI"

  9. Giusy ha detto:

    Carissime Katia (mi mancavano i tuoi commenti…), Armonia, Giudi, Ivana, Fausta……sono certa che non andrete mai agli spogliarelli maschili dell\’8 marzo…la vostra sensibilità vi tiene lontane dallo scimmiottamento del peggio del peggio dell\’uomo.Benigni, nella storica serata in cui declamò "L\’Ultimo del Paradiso", su RaiUno, disse che quando sente dire che le donne vogliono la parità con l\’uomo, gli sembra che vogliano scendere di livello…"La donna è l\’apice della creazione…".Ma ora senza prendere posizioni anacronisticamente femministe, e fermo restando che "TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI E UGUALI", di questo olocausto, quello delle bambine, bisognerebbe parlare di più. Perchè fino a quando non verrà rispettata la dignità anche di una sola donna, tutta l\’umanità vedrà negata in lei la "propria" dignità.

  10. mamylella ha detto:

    ciao giusy….grazie di essere passata….. mi ha dato l\’opportunità di leggere questo intervento importantissimo. Mi ha lasciato una tristezza immensa ma la situazione è davvero drammatica.Io comunque sono orgogliosa di essere donna e siamo troppo pochi a poter fare per risolvere.Fino a che il POTERE POLITICO non si accorge di tutti questi delitti inutili, sarà come sciogliere la neve con l\’acqua calda e buttare giù le foglie in autunno.che tristezza!!!!!!!!!!!!!!!!…e come si fà a festeggiare l\’8 marzo???????????????quanto camminare dobbiamo ancora fare per arrivare ad una soluzione accettabile!????ti abbraccio forte e buona giornata con i tuoi ragazzi…….mamylellaps: ary domani parte per la gita scolastica..Praga e spero un pò di storia dove capire come hanno ucciso ingiustamente tanti uomini ebrei…………

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