SETTIMANA DELLA MEMORIA – OLOCAUSTI DIMENTICATI – I GULAG

CONTRO TUTTI I TOTALITARISMI…

Soppressi solo nel 1960 (7 anni dopo la morte di Stalin) i Gulag videro 18 milioni di reclusi e 10 milioni di prigionieri di guerra e confinati speciali. Il numero di morti accertate si stima essere di circa 3 milioni, escludendo le morti dovute alle dure condizioni di vita (riguardante circa l’80% dei prigionieri)

www.phaseloop.com

«C’è una parola che si usa molto oggi: “anticomunismo”. È una parola molto stupida e mal composta perché dà l’impressione che il comunismo sia qualche cosa di primitivo, di basico, di fondamentale. E così, prendendolo come punto di partenza, anticomunismo è definito in relazione a comunismo. Per questo affermo che la parola è stata mal scelta e fu composta da gente che non conosceva l’etimologia: il concetto primario, eterno, è Umanità. Ed il comunismo è anti-Umanità. Chi dice “anti-comunismo”, in realtà sta dicendo anti-anti-Umanità. Un costrutto molto misero. Sarebbe come dire: ciò che è contro il comunismo è a favore dell’Umanità. Non accettare, rifiutare questa ideologia comunista, inumana, è semplicemente essere un essere umano. Non è essere membro di un partito.»

                                                  (Aleksandr Isaevič Solženicyn)

                                                                        BRANO ESTRATTO DA   http://andreamacco.wordpress.com/2008/08/06/quando-si-negava-lanti-umanita-dei-gulag/

                                                                                                                                         

                                                                                                                                                          sidff.org

                                         IL DEPORTATO NEL LAGER SOVIETICO

                                                                                                                                             

www.comune.torino.it

brano tratto da "Arcipelago Gulag" vol.II di A. Solzenicyn

www.solovki.ca

"La rapatura delle teste degli uomini conferisce loro l’uniformità nell’aspetto esteriore: li rende austeri ed impersonali.Ma anche un osservatore superficiale è colpito dalla espressione delle facce,comune a tutti:sempre all’erta,prive di affabilità,senza alcuna benevolenza,facilmente aggressive e perfino crudeli.L’espressione dei loro visi fa pensare che siano stati fusi in un materiale aspro,quasi non di carne,ma di bronzo scuro per poter camminare continuamente controvento,quasi aspettando ad ogni passo di essere colpiti ora da sinistra ora da destra…Se sarà costretto a guardarvi,vi colpirà il suo sguardo ottuso e inebetito.

unitedstates.fm

Notiamo che parlando di questo popolo non riusciamo quasi a raffigurarci degli individui o dei nomi singoli.Non è un vizio del nostro metodo;rispecchia il modo di vivere da mandria cui è dedito lo strano popolo…Condizione essenziale di successo nella lotta per la vita è la circospezione.Il loro carattere,le loro intenzioni sono tenuti nascosti;devono nascondere le loro azioni ai datori di lavoro,ai sorveglianti,ai delatori…Devono celare i progetti,i calcoli,le speranze…aprirsi significa sempre perdersi.

blog.oup.com

Con gli anni lo zek si abitua a tal punto a nascondere tutto che non gli costa più nessun sforzo;gli si atrofizza il normale desiderio umano di far parte a qualcuno di ciò che sente.Esiste infine una legge che le riassume tutte:Non credere,non temere,non chiedere!.Diventato indifferente verso il proprio dolore e anche verso i castighi che gli impongono i tutori della tribù,addirittura quasi indifferente verso tutta la sua vita,lo zek non prova compassione neppure per il dolore altrui.La visione del mondo più diffusa tra di loro è il fatalismo: è inutile cercare di ottenere qualcosa con troppa insistenza o rifiutarne un’altra;ad esempio il trasferimento in un’altra baracca,in un’altra brigata,in un altro lager.Potrebbe essere per il meglio come potrebbe esser per il peggio.

www.gariwo.net

Gli zek amano in generale l’umorismo…è il loro costante alleato senza il quale,forse,la vita nell’Arcipelago sarebbe del tutto intollerabile.Se domandi a uno zek da quanto tempo è nell’Arcipelago,non risponderà <Cinque anni> ma <Cinque gennai>. "E’ dura?" domandi.Quello facendo lo spiritoso,risponde:"Sono duri soltanto i primi dieci anni".Parlando di qualcuno che è partito dall’Arcipelago,risponderà:"Gli avevano dato tre anni,ne ha scontati cinque,ha avuto la scarcerazione anticipata" 

LA CONDIZIONE DEL DEPORTATO NEL GULAG

mymacedoniaonline.com

"Meditate se anche questo… è un uomo?"

Viene spontaneo parafrasare la nota frase all’inizio del libro di Primo Levi, leggendo la condizione dei deportati nei gulag della Siberia o del Circolo Polare. Crediamo però che non sia appropriato scomodare Primo Levi perché per quanto Gulag e Lager nazisti siano accomunati dallo stesso delirio di onnipotenza cioè voler creare l’Uomo Nuovo pur tuttavia una differenza c’era: il comunismo voleva instaurare la Giustizia sulla Terra mentre i nazisti la Loro,quella della razza padrona. Pertanto ci viene in mente un pensiero di Karl Popper che è davvero indicato: <<Tra tutte le idee politiche, il desiderio di rendere gli uomini perfetti e felici è forse la più pericolosa. Il tentativo di realizzare il paradiso sulla terra ha sempre prodotto l’inferno>>

CHI CI "FINIVA"?

www.jewcy.com

– ci poteva "finire" chiunque; all’inizio vi andavano i "cinquantotto" cioè quelli condannati in base all’art. 58 ("attività contro lo Stato");poi anche i CR cioè i controrivoluzionari, quindi i Kulaki

– si poteva essere arrestati per nulla! ciò era strategico all’obbiettivo di creare il terrore.

– ospiti del gulag furono scienziati ed artisti.

  VITA

mukto-mona.com

– si nascondono i morti sotto i pancacci per avere la loro razione;

– all’eremo del Golgota su richiesta dei moribondi il medico somministra stricnina agli inguaribili;

– i creduloni aspettavano la fine della pena di tre anni, i previdenti capivano che non avrebbero riavuto la libertà né fra tre né fra ventitrè anni!

– ai teppisti e ali ladri furono assegnati tutti i posti di comando…si permetteva loro di derubare, picchiare e perfino sgozzare i deportati;

– in estate si lavorava 14 ore al giorno, non si lavorava soltanto a partire da 55° sottozero!

– lo scorbuto mieteva tante vittime da essere una forma di sterminio!

– per approfondire, soprattutto la differenza tra servi della gleba sotto lo Zar e deportati sotto i Soviet.

  EPISODI

www.romanism.net

alla fine della giornata lavorativa sul cantiere rimangono dei cadaveri. La neve ricopre le loro facce. Qualcuno si è rannicchiato sotto una carriola capovolta; ha nascosto le mani in tasca ed è morto così. Là sono congelati in due, appoggiati uno alla schiena dell’altro.

www.ua-today.com

– nel lager Mariinskij non si aveva tempo di uccidere i pidocchi…esplose il tifo e in poco tempo 15 mila morti furono buttati in una fossa, rattrappiti, nudi dopo aver tagliato per economia anche le mutande.

– le note fucilazioni di Garanin…

– episodi di fame…

– nel dicembre 1928 in Karelia i detenuti furono lasciati per punizione a pernottare nella foresta e 150 uomini morirono congelati

  PUNIZIONI

www.whatjailislike.com

– Alle isole Solovki, il lager sorge sul Monte Sekira, ricavato da un ex-monastero. Nella Cattedrale a due piani sono stati sistemati le celle. I detenuti sono trattati così: da un muro all’altro sono infisse delle pertiche dello spessore di un braccio e si ordina ai detenuti di starvi seduti tutto il giorno! Le pertiche sono ad un altezza tale che i piedi non toccano per terra. Non è facile mantenere l’equilibrio, da mattina a sera il detenuto si sforza di non cadere. Se cade i secondini arrivano di corsa e lo percuotono.

– Sempre al Monte Sekira una lunga scala di 365 ripidi scalini unisce la Cattedrale, in cima al monte, al lago. Fu fatta dai monaci. Portano le persone sulla sca-la, le legano per il lungo ad una trave per dargli maggior peso e lo spingono giù: non c’è un pianerottolo e i gradini sono così ripidi che la trave non rallenta mai!

-SIZO era l’isolatore di punizione, un edificio al freddo, umido, buio, senza cibo, senza vetri: la "sbobba" veniva data al 3°, al 6° e al 9° giorno della reclusione;bisogni corporali in cella.

– per finire al SIZO era sufficiente: 1)non aver salutato a modo; 2)non essersi coricato o alzato per tempo; 3)essere passato per il vialetto sbagliato; 4)non essere vestito come si doveva; 5)fumare in luoghi proibiti; 6)avere oggetti superflui in baracca.

  ALIMENTAZIONE giornaliera:

 www.gulag.ipvnews.org

-350 gr. di pane appiccicoso come l’argilla;

– sbobba liquida con qualche lisca di pesce.

www.emsf.rai.it

  LAVORO

– Fu usato come strumento di sterminio; ecco alcuni dati:

 dal ’31 al ’33 per ordine di Stalin fu costruito dai deportati il Canale che unisce il Mar Bianco al M.Baltico: in soli due anni fu costruita un’opera di 226 Km. sbancando terreni rocciosi, pianure ingombre di massi, paludi; furono impegnati 30 mila deportati

 costruito il Canale del Volga il quale costò un volume di lavoro sette volte quello del Mar Bianco, comparabile a Suez e Panama:128 Km,85 metri di larghezza in alto;

 costruita la ferrovia Lal’sk- Piujug nell’anno 1938 lunga 45 Km…che fu abbandonata! del resto il traffico nel Canal del Mar Bianco era irrisorio! Ugualmente abbandonata la ferrovia Salechard nel 1949.

BRANI ESTRATTI DA http://www.gulag.hu/il%20sistema.htm

www.beppegrillo.it

 

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2 risposte a SETTIMANA DELLA MEMORIA – OLOCAUSTI DIMENTICATI – I GULAG

  1. Katia ha detto:

    io credo che no… questo non è uomo. Soprattutto non è uomo colui che ha ideato tutto questo massacro… diverso e simile in tutti gli esempi di genocidi che stiamo leggendo…mi vergongno della nostra razza e di coloro che riescono a fare tanto male per niente….

  2. Fausta ha detto:

    Tutti questi fatti sono avvenuti in paesi diversi e in tempi diversi…. perchè nessun popolo ha capito che male genera solo male!

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