GIORNATA DELLA MEMORIA DELLA SHOAH – JOYCE LUSSU, SCARPETTE ROSSE

 
 

"C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chissà di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole".

Joyce Lussu
http://ilaria-lemozionenonhavocemaiociprovo.blogspot.com/2008/10/scarpette-rosse-joyce-lussu.html

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12 risposte a GIORNATA DELLA MEMORIA DELLA SHOAH – JOYCE LUSSU, SCARPETTE ROSSE

  1. MRN ha detto:

    Cara prof, le parole strazianti della poesia dell\’autrice Joyce Lussu mi hanno molto colpito; poesia apparentemente dedicata a un solo bambino è in realtà rivolta a tutti i bambini morti nel campo di Buchenwald, lo conferma il fatto che quelle scarpette erano in cima ad un altro mucchio di scarpette……un paio di scarpette rosse per non dimenticare l\’orrore, per non dimenticare il rispetto che i bambini meritano sopra chiunque altro.Grazie per essere passata dal mio space !!

  2. Katia ha detto:

    Se non fossero i giorni della commemorazione, leggendo il titolo verrebbe in mente il mago di oz…. grazie alle scarpette rosse dorothy riuscì a ritrovare la strada di casa.dovevano essere magiche anche per questo bambino… sicuramente… un paio di scarpe rosse chi non le ha desiderate da piccolo? "brilluccicose"… piene di storie e di viaggi da percorrere e vivere…invece… sono su un mucchio di altre scarpe… sono rosse, come il cappottino della bambina di shindler\’s list di spielberg…. unica nota colorata di un film in bianco e nero…. unico filo conduttore di tutti i destini degli ebrei dell\’olocausto…..scarpe rosse… di un bambino che non crescerà, che non correrà… che non sognerà…. l\’assurdità dell\’olocausto… l\’assurdità dell\’antisemitismo è proprio in queste poche parole… un bambino e le sue scarpette rosse…. che invece di riportarlo a casa…. lo hanno lasciato percorrere un corridoio che lo avrebbe portato a diventare niente….vorrei riuscire a capire… invece ogni parola è solo inutile…non c\’è risposta a tutto questo…l\’unica cosa è NON DIMENTICARE….non permettiamo che accada ancora.

  3. Giusy ha detto:

    Intelligente, Katia, l\’accostamento al Mago di Oz. Mentre il romanzo di L. Frank Baum è l\’icona della fantasia, questo della Shoah, purtroppo non è un romanzo, ma una tragedia vera che neanche lo scrittore più perverso avrebbe potuto inventare (e mi tormento quando sento ancora parlare di "revisionismo", o, peggio di "negazionismo"). E le scarpette rosse di Joyce Lussu, diventano, a loro volta l\’icona della barbarie.Anch\’io ho visto Schindler\’s List, l\’altra sera, per l\’ennesima volta…e anche a me, mentre scrivevo il post, è venuto in mente il cappottino della bambina, che si vede poi "buttato" in mezzo ad altri corpi, su di un misero carretto.Domani porterò le mie classi a vedere "Il bambino col piagiama a righe": ancora una storia d\’infanzia negata.Ma è bene che i giovani, tutti compenetrati in talent show, tronisti e grandi fratelli, vengano "costretti" alla riflessione, perchè c\’è il rischio che tutto venga percepito come fiction…Infatti i ragazzi con cui ogni giorno compiamo un pezzetto di cammino, non sono tutti sensibili e profondi come Miriana, che, nonostante il nome da velina, è capace di commuoversi leggendo le parole della poesia, e che diventerà sicuramente una giovane donna, capace di "non dimenticare" e di lottare perchè i diritti di ciascuno vengano rispettati.

  4. Fausta ha detto:

    E\’ vero, cara Giusy, i ragazzi di ora dovrebbero essere costretti a guardare in faccia queste realtà, nella sua crudezza, perche tra poco le voci degli ultimi sopravvissuti si spegneranno e non ci saranno più loro a rinnovare il ricordo di questa follia. Non possiamo permettere che tutto questo venga dimenticato!Anche io, vedendo Schindler\’s List ho pensato a quel cappottino rosso che dice tutto l\’orrore e la paura di quei bambini….

  5. Giusy ha detto:

    Cara Fausta,mi fa piacere che concordi con quanto sostengo da sempre.I giovani vanno sì assecondati nelle loro inclinazioni e nei loro interessi: credo anche però, che debbano essere messi di fronte ai drammi della storia, quelle tragedie che le generazioni precedenti hanno dovuto affrontare con coraggio.Siamo quello che siamo anche in virtù di ciò che è accaduto ad altri prima di noi, e il fatto di non essere stati protagonisti di quegli accadimenti per evidenti motivi anagrafici e cronologici, non ci deve far sentire "lontani" da quegli eventi.Al contrario, il tempo trascorso, genera quella giusta distanza grazie alla quale noi possiamo guardare a quei fatti con maggiore oggettività.La storia è maestra di vita, diceva qualcuno: magari è ancora più preziosa quando diventa anche maestra di morte.Nel senso che è proprio attraverso di essa che comprendiamo meglio, decodificandoli, i segni del nostro presente e potremo sperare che le nuove generazioni siano capaci di progettare un futuro senza divisioni e/o presunte superiorità di individui, razze, o religioni.Un futuro senza odio.

  6. Ursula ha detto:

    Son morto con altri cento, son morto ch\’ ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento…. Ad Auschwitz c\’era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d\’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento… Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento… Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento… Ancora tuona il cannone, ancora non è contento di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento… Io chiedo quando sarà che l\’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà… Io chiedo quando sarà che l\’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

  7. Katia ha detto:

    mio padre ha vissuto la guerra da bambino… fortunatamente nel paesino in cui viveva nel profondo sud la guerra era solo un rumore di mitragliatrici in lontanaza…. eppure ricorda con apprensione quei giorni, quei mei, quegli anni di bambino dove il cibo era poco e la paura tanta….ricorda con tanto dolore quello che ha scoperto diventando grande….ancora oggi il mio papà non riesce a guardare film sull\’olocausto, ancora oggi il mio papà ricorda i suoi compagni di scuola ebrei…. ancora oggi il mio papà quando si parla della seconda guerra mondiale ha gli occhi lucidi… lui dice che è l\’età che avanza.. io credo che sia tutto il dolore vissuto di rimando….

  8. giulia ha detto:

    Spero che ogni ragazzo sia rimasto almeno un pò colpito dal film che ci ha portato a vedere oggi prof! é strano pensare che tutte le vicende raccontate nei libri e nei film siano esistite davvero e abbiano fatto così male a milioni di persone..mi spiace che molti giovani siano indifferenti a tutto ciò perchè questa non è la solita storia "noiosa" da studiare sui libri, ma la cruda realtà che hanno vissuto anche i nostri nonni!!

  9. Giusy ha detto:

    Mi consola, cara Giulia, constatare che, in mezzo a tanta indifferenza, si distinguano giovani come te, capaci di comprendere che quella storia che studiamo sui libri, qualcuno l\’ha vissuta ed ha provato sulla propria pelle il dolore e l\’angoscia che abbiamo visto nel film di oggi.Devo prendere atto però, non senza tristezza, che la maggioranza è sempre più portata verso spazi in cui la riflessione non c\’è, non è necessaria.All\’uscita dal cinema, stamattina, mi hanno sorpreso ancora una volta (…e io che ancora mi sorprendo…): "No, professore\’… ad Auschwitz proprio no…non ci vogliamo andare!".Gli stessi che qualche giorno prima avevano chiesto: "Professore\’…ma stanno discoteche a Cracovia?"No comment.

  10. Katia ha detto:

    credo che ad auschwitz potresti portarli e vedere poi se pensano solo alle discoteche (che per carità fanno parte della gita), o se ogni tanto possano fermarsi e sentire i brividi percorrere la loro schiena…a me vengono guardando le immagini dei campi di concentramento in tv…. e un giorno auschwitz lo voglio vedere… voglio guardare con i miei occhi e piangere per quello che è successo dove tanti di loro hanno versato lacrime e sangue….bello sentire che tutti i programmi televisivi, i tg e le persone ricordano in questa giornata…. comodo……. magari tutti ricordassero più volte durante l\’anno questi momenti terribili.ma che ci posso fare… io sono cresciuta a pane e libri e tra i primi letti c\’era propio il diario di anna frank (cara Kitty).già a 12 anni non capivo come una ragazzina della mia età fosse riuscita a viviere segregata….mi fa male sentire che qualcuno oggi ha detto che le camere a gas non siano mai esistite… che vergogna.NON DIMENTICHIAMO…c\’è una piccola parte di me che crede che i ragazzi di oggi vadano solo scrollati dal tepore… dalla bambagia e dalla tristezza di una vita che non li porta a guardarsi dentro ma a pensare solo all\’involucro… non si è meno interessanti o meno "fighi" se si pensa alla cultura e alla storia…. anzi… magari per una volta potreste essere FINALMENTE diversi.

  11. Giusy ha detto:

    Come spesso accade, sono totalmente d\’accordo con te, Katia.Stamattina abbiamo visto "Il bambino col pigiama a righe". Non ho tempo, adesso, per fare un post, ma mi ripropongo di pensarne uno domani (nello space c\’è il trailer…)Vallo a vedere…Andatelo a vedere!!! Tutti. E portate i vostri figli.E ogni anno…riproponeteglielo.Per non dimenticare.

  12. simona ha detto:

    non dobbiamo dimenticare tutto quelo che stava accadendo in quei campi di concentramento: bambini, grandi, anziani bruciati, costretti a lavorare, a vivere male. noi vorremmo dimenticare perchè le cose accadute sono molto brutte ma non possiamo. è meglio RICORDARE per potere impedire che succeda di nuovo. io mi chiedo:: d\’overa Dio in quel tempo, non poteva mandare speranza, salvezza???????\’io piango quando vedo LA VITA E\’ BELLA il film di Begnigni, IL BAMBINO DAL PIGIAMA A RIGHE. perchè i nazisti non hanno avuto pietà degli EBREI????????????CHIEDO A TUTTI DI NON DIMENTICARE LE COSE ACCADUTE PERCHè E\’ MEGLIO RICORDARE CHE DIMENTICARE. CIAOOOOOOOOOOO E MI AUGURO CHE NON SUCCEDA MAI PIù LA GUERRA PERCHè CIò DI CUI ABBIAMO BISOGNIO è LA PPPPPPPPPPPPPPPPPPAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACCCCCCCCCCCCEEEEEEEEEEEEEEEE

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