Erich Maria Remarque, Tempo di vivere tempo di morire

Dopo aver letto questo romanzo, non si è più gli stessi.
La condanna del secondo conflitto mondiale è energica e inappellabile.
Ma soprattutto viene stigmatizzato il modo attraverso cui l’ideologia totalitaria s’insinua nelle menti dei giovani attraverso la propaganda e la scuola
e li catapulta al fronte, a contatto con la morte.
Il protagonista, Ernst Graeber, sogna e aspetta la licenza per tornare nella sua Berlino, credendo di trovarla come l’ha lasciata.
Ma la città è stata bombardata, è solo un ammasso di macerie.
Resta in piedi qualche portone, accesso ad un palazzo che oramai non c’è più…
ma sul legno svolazzano i bigliettini dei parenti che si cercano,
appelli vani di un mondo perduto.
 
Tragicamente  affascinante.
Lettura da non perdere assolutamente.
 
Nel 1933, i nazisti bruciarono e misero al bando le opere di Remarque, mentre la propaganda di regime faceva circolare la voce che discendesse da ebrei francesi e che il suo cognome fosse Kramer, cioè il suo vero nome al contrario.
Questa informazione è ancora presente in alcune biografie nonostante la mancanza di prove a supporto.
"LA TEMATICA DELLA MANIPOLAZIONE DELLE MENTI"

"Anche se non è paragonabile a "1984" di Orwell, che propone in modo preciso e impressionante il meccanismo di manipolazione delle menti da parte di una dittatura, "Tempo di Vivere, Tempo di Morire"

ci propone comunque degli esempi molto chiari di questo terrificante meccanismo.

"Steinbrenner era il perfetto prodotto del partito:

perfettamente sano, perfettamente esercitato,

senza alcun pensiero proprio e senza umanità.

Era un automa per il quale pulire il fucile, far ginnastica e uccidere erano la stessa cosa."(pag 341).

Remarque sembra pensare che il partito non faccia altro che utilizzare le menti di chi è "già propenso" ad essere manipolato.

Steinbrenner non è diventato ciò che è perché il partito l’ha trasformato,

ma si è servito di lui esaltando quei tratti di fanatismo già innati e convincendolo che quei "valori" sono giusti.

Mentre Winston Smith in "1984" arriva ad amare il partito e a dedicargli la vita dopo essere passato attraverso l’esperienza terrificante della tortura,

Steinbrenner e gli altri come lui sono "già" come il partito vuole, come se fossero nati già dotati di idee razziste, fanatiche e di intolleranza.

E’ attraverso questi elementi fantici e violenti che il partito riesce a manipolare le menti della popolazione,o,almeno, a costringerla con la violenza a fare ciò che Hitler vuole.

Ecco che allora il titolo del libro potrebbe prendere altre connotazioni: che senso ha vivere se si vive una vita in cui il libero pensiero è abolito?

Che senso ha vivere quando, dopo la guerra, anche chi si era opposto al nazismo o aveva idee diverse (come Graeber) sarebbe stato comunque condannato dall’umanità in quanto cittadino tedesco?

Questo è un libro che solleva non poche domande a chi vuole farsele ed è attualissimo, perché i metodi di controllo delle masse e delle menti

rimangono pressoché sempre gli stessi".

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4 risposte a Erich Maria Remarque, Tempo di vivere tempo di morire

  1. Fausta ha detto:

    E\’ bellissimo questo libro di Remarque. Ho letto nel 1954 per la prima volta "Niente di nuovo sul fronte occidentale" e successivamente "Tempo di vivere, tempo di morire". Non era tanto lontana la guerra ed io ne ricordavo le paure e le difficoltà e questi due libri mi hanno segnato profondamente, rispondendo a tante domande che avevo dentro di me. Li ho riletti più tardi, con una maturità diversa, e mi hanno spinto a considerazioni più profonde. E ora che mi sembra che il nostro paese stia perdendo sempre più la capacità di pensare con la propria testa credo che sarebbe per molti una lettura utile….Un abbraccioFausta

  2. Giusy ha detto:

    CARA FAUSTA, CONCORDO IN PIENO!SIA L\’UNO CHE L\’ALTRO LASCIANO IL SEGNO E CONSENTONO AL LETTORE DI ENTRARE NEI PERIODI PIU\’ NERI DEL XX SECOLO, MEGLIO DI QUALSIASI MANUALE.LI CONSIGLIO OGNI ANNO AI MIEI STUDENTI (INSIEME CON ALCUNI ALTRI TITOLI CHE CONSIDERO IMPRESCINDIBILI)…MA SONO SEMPRE MENO I GIOVANI CHE COLGONO L\’OCCASIONE DI DECODIFICARE IL PRESENTE E PROGETTARE IL FUTURO ATTRAVERSO LA CONOSCENZA DELA PASSATO.E\’ FORSE ANCHE PER QUESTO CHE IL NOSTRO PAESE ATTRAVERSA UNA CRISI PROFONDA, CHE SOLO I MIOPI E GLI OPPORTUNISTI IDENTIFICANO SOLO COME "ECONOMICA".TI ABBRACCIO.

  3. Armonia ha detto:

    Carissima, siamo in sintonia.Questo è un libro, che, dopo averlo chiuso, alla fine della sua lettura, ti lascaia qualcosa nell\’anima, ti cambia la visione della vita.Oggi, anche io postato qualcosa che riguarda questo argomento… un mio ricordo.Ti abbraccioin Armonia

  4. Giusy ha detto:

    Ottimo. Vado subito a vedere di che si tratta…Un armonico abbraccio!

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