Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due mariti

SIETE STATI VELOCISSIMI!!!
TERESA CASSANDRA, GIUSEPPE,
SIETE TORNATI, FINALMENTE!
BRAVISSIMI, COME SEMPRE.
Tutto il romanzo di Amado ruota attorno a dona Flor vedova inconsolabile di Vadinho.
Lei vive nel ricordo delle loro ambizioni, del fidanzamento e del matrimonio.
L’autore entra nell’intimità della giovane vedova,
nelle sue notti insonni e nella sua insoddisfazione.
Racconta di come arriva onorata al suo secondo matrimonio, quando la memoria del defunto comincia a gravare sulle sue spalle,
e di come vive in serenità e armonia, con suo bravo secondo marito.
E mentre lei brilla nei salotti e il coro dei vicini le ricorda la sua felicità,
Vadinho, che si materializza nel suo corpo astrale, la visita, la corteggia, riservandole gioie eccezionali e consigli preziosi.
"Io dico no, quando tutti, in coro, dicono sì. Questo è il mio impegno"
Jorge Amado
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4 risposte a Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due mariti

  1. Teresa ha detto:

    Un libro stupendo! Sentimenti ed emozioni vere nella famosa bahia così amata da Jorge… con quel tocco di realismo magico che rende lo scrittore unico. Da leggere d\’un fiato!

  2. Candy ha detto:

    Bellissimo questo libro! Amado è uno dei miei autori preferiti insieme anche a Marquez! 🙂

  3. Cinzia ha detto:

    Non conoscevo questo romanziere, ma grazie all\’incipit sono andata subito alla sua ricerca in biblioteca. Ora che lo sto leggendo mi stupisco di quanto sia bello. Grazie Giusy per il bel regalo di Natale 🙂

  4. Cinzia ha detto:

    Da buon Virgilio Novello (assai novello XD) accetto un viaggio con piacere e ricambio con un poeta venezuelano che amo moltissimo (se ti capita sull\’ulimo numero di Poesia il 234 c\’è un\’intera porzione a lui dedicata):ScritturaUna volta o l’altra scriverò con le pietre,giudicando ogni mia frasein base al peso, al volume, al movimento.Sono stanco di parole.Non più matita: impalcature, teodoliti,la nudità solare del sentimentoche tatua nel profondo delle roccela sua musica segreta.Disegnò con file di ciottoliIl mio nome, la storia della mia casaE la memoria di quel fiume Che sempre passa e trattieneTre le mie vene come un saggio architetto.Con pietra viva scriverò il mio cantoIn archi, ponti, dolem, colonne,di fronte alla solitudine dell’orizzonte,come una mappa che si dispiega davanti agli occhidei viaggiatori che non ritornano mai.Eugenio Montejo da Alfabeto del mundo

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