10 ANNI SENZA FABRIZIO – A FORZA DI ESSERE VENTO

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/321/7.htm

"…Ma emarginazioni dovute anche a comportamenti desueti e diversi,

dovuti all’eredità di culture millenarie che certi popoli si portano dietro

e a cui non hanno alcuna intenzione di rinunciare.

E’ il caso del popolo rom, quello che noi volgarmente chiamiamo zingari,

prendendo a prestito il termini da Erodoto che li chiamava "zinganoi",

diceva che venivano, che erano un popolo che veniva dal Sudest asiatico e dall’India che parlavano una strana lingua (che poi si è scoperto essere il sanscrito)

e che facevano come mestiere, se mestiere lo si può considerare, quello del mago e dell’indovino.

E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di duemila anni.

Afflitto o affetto, io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto da quella che gli psicologi chiamano dromomania,

cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto.
E’ un popolo, secondo me, che

meriterebbe per il fatto stesso che gira il mondo appunto da circa duemila anni senza armi,

meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.

Purtroppo, i nostri storici, e non soltanto i nostri, preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali,

ma in quanto organizzati in nazioni se non addirittura in stato.

http://www.puta.it/blog/2008/07/11/queer/impronte-ai-rom-gay-in-piazza/
E si sa che i Rom, non possedendo territorio,

non possono considerarsi né una nazione né uno stato.
Mi si dirà che gli zingari rubano, è vero, hanno rubato anche in casa mia, si accontentano però dell’oro e delle palanche.

L’argento per esempio non lo toccano perché secondo loro porta male, lascia il nero.

Quindi vi accorgerete subito se siete stati derubati da degli zingari.

D’altra parte si difendono come possono, si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali.

Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli, in special modo del rame,

addestratori di cavalli e giostrai,

tutti mestieri che purtroppo sono caduti in disuso.


Gli zingari rubano, è vero,

però io non ho mai sentito dire, non ho mai visto scritto da nessuna parte,

che gli zingari abbiano rubato tramite banca

e questo a me pare sia un dato di fatto."

(Fabrizio De Andrè, Princesa e i Rom – da "Ed avevamo gli occhi troppo belli")

http://coopofficina.splinder.com/post/17922735/Fabrizio+De+Andr%C3%A8

 Khorakhané

(A Forza Di Essere Vento)

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

(da Anime salve)


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2 risposte a 10 ANNI SENZA FABRIZIO – A FORZA DI ESSERE VENTO

  1. patrizia ha detto:

    cara giusy faber rimarrà sempre nei nostri cuori insieme alle bellissime canzoni che ci ha lasciato ciao buona domenica patty

  2. ∞ Chimonanthus ∞ ha detto:

    Accetto l\’invito con piacere, noto che abbiamo passioni comuni…in primis il grande Faber! La poesia nn muore mai…bacio Laura

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