Musil, Il giovane Törless

Congratulazioni a Maria Gabriella, che ha individuato la provenienza dell’incipit di stasera.
Era "Il giovane Törless", pubblicato da Musil nel 1906, tradotto in Italia col titolo
"I turbamenti del giovane Törless".
 
“Si sentiva come dilaniato fra due mondi: uno solidamente borghese, in cui tutto era regolato e razionale, come era abituato a casa sua, e uno avventuroso, pieno d’oscurità, di misteri, di sangue e di sorprese inimmaginabili”.
 
 

Törless proviene da un’ottima famiglia, studia in un collegio militare rigido ed esclusivo.

Qui vive numerose esperienze eterosessuali ed omosessuali, e adotta, insieme con altri compagni, atteggiamenti di bullismo nei confronti di un giovane ragazzo (Basini) che arrivano fino alla tortura.

Al termine un ripensamento…

Un romanzo di formazione…in cui Törless si interroga sull’infinito, sulla matematica, sulla filosofia di Kant, e cerca attraverso le sue riflessioni, di capire se stesso e come diventare adulto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Musil

«Quali sono le cose che mi sconvolgono? Le meno appariscenti. Per lo più oggetti inanimati. Che cosa mi sconvolge in esse? Un qualcosa che non conosco. Ma è proprio questo! Da dove mi viene questo "qualcosa"? Io avverto la sua esistenza, esso agisce su di me, quasi volesse parlare. Mi trovo nella medesima agitazione di uno che cerchi, senza riuscirci, di cogliere le parole di un paralitico tra le smorfie della sua bocca. È come se avessi un senso in più rispetto agli altri, ma un senso non del tutto sviluppato, un senso che c’è, che si fa sentire, ma che non funziona. Per me il mondo è pieno di voci mute: ed io, quindi, sono un veggente o un allucinato?»

 

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6 risposte a Musil, Il giovane Törless

  1. cassandra ha detto:

    …si è divertente. Ecco un altro che ho nel cuore: Gustav Aschenbach, o von Aschenbach, il nome assunto dal cinquantesimo compleanno, in un pomeriggio di primavera del 19…, anno rivelatosi tanto minaccioso per il nostro continente, aveva intrapreso da solo, dalla sua abitazione nella Prinzregentstrasse, a Monaco, una lunga passeggiata. Sovreccitato dal lavoro difficile e critico della mattina, che proprio allora stava esigendo massima prudenza, accorgimento, energia e precisione della volontà, lo scrittore non era riuscito, neppure dopo il pranzo, a reprimere l’impulso del congegno creativo dell’intrinseco, quel «motus animi continuus» in cui, secondo Cicerone, consiste la natura dell’eloquenza, non avendo potuto conciliare quel sonnellino ristoratore che, una volta il giorno, gli era tanto indispensabile, dato il logorio crescente delle sue forze.

  2. Giusy ha detto:

    Carissima Cassandra, questo è un romanzo che ho amato molto anch\’io.La morte a Venezia Venne pubblicato da Thomas Mann pubblicato nel 1912, noto al grande pubblico anche grazie all\’omonimo film del 1971 per la regia di Luchino Visconti e all\’opera Death in Venice (1973) del compositore Benjamin Britten.Grazie per avermi ricordato questo capolavoro.Buona giornata di festa!Alla prossima…

  3. cassandra ha detto:

    si! vero capolavoro e mi permetto anche di segnalare la colonna sonora del pregevole film di Visconti: Mahler adagio della quinta sinfonia.Buona festa a te preziosa amica!

  4. cassandra ha detto:

    …ancora uno che mi è caro assai : Eduard – così chiameremo un ricco barone, nel fiore dell\’età virile – Eduard aveva passato l\’ora più bella d\’un pomeriggio d\’aprile nel suo vivaio d\’alberi; per innestare sui giovani fusti le fresche marze. Aveva appena terminato e riponeva gli arnesi nella custodia, compiaciuto del proprio lavoro, quando entrò il giardiniere che si rallegrò nel vedere il padrone prendere parte alle sue fatiche.

  5. Giusy ha detto:

    Ma tu lo sai, cara Cassandra, che avevo in mente questo incipit per la prossima sfida?D\’altro canto, s\’era capito che tra di noi ci sono sicuramente delle "Affinità elettive"…Bellissimo!!!"In qualsiasi modo si immagina noi stessi sempre ci immaginiamo veggenti. Credo che l\’uomo sogni unicamente per non cessare di vedere. Verrà forse un tempo in cui la luce interiore uscirà da noi, in modo che non avremo più bisogno dell\’altra".Johann Wolfgang von Goethe

  6. cassandra ha detto:

    …e sono assai rare queste affinità e per questo preziose. Auguro a tutti di trovarle poichè danno spesso un senso alla vita e soprattutto di saperle coltivare e proteggere come un gioiello.Un saluto amica mia

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