SCRITTURA …CHE PASSIONE (2)

      COME ANTICIPATO IERI SERA, VADO AD INSERIRE LA TERZA PARTE DEL LAVORO DEL CORSO  DI SCRITTURA CREATIVA DI CUI HO DETTO NEL POST DI IERI.
   IN QUESTO CASO, SI TRATTAVA DI IDEARE ED ELABORARE UN DIALOGO TRA UN PADRE E UN FIGLIO (BOTTA E RISPOSTA, DUNQUE…). LA SITUAZIONE E’ CHE IL PADRE METTE IL FIGLIO AL CORRENTE DI UNA SUA NUOVA RELAZIONE.
   MI SAREBBERO MOLTO UTILI COMMENTI E VALUTAZIONI…PERCIO’, SE VOLETE, DATECI DENTRO!!!
Padre figlio
 
   QUESTO E’ IL MIO LAVORO.

OLIVIERONon mi aspettavo che saresti venutodisse Oliviero, vedendo suo figlio che gli veniva incontro con una inaspettata rapidità nei passi.

ADRIANO  Ciao… papà…rispose Adriano, fingendo un’indifferenza che, al contrario, tradiva una forte emozione.

OLIVIERO  Pensavo che avrei dovuto insistere, pregarti…e invece sei già qui…Oliviero fece per abbracciare quel figlio già uomo che stentava a riconoscere. Adriano si ritrasse un poco

ADRIANO  E’ passato tanto tempo…Dopo il funerale sei … scomparso…

OLIVIERODevo chiederti perdono, per questo

ADRIANO  Perdono? E di che? Di avermi lasciato solo ad affrontare la sepoltura di mia madre?  Di dare spiegazioni ai parenti, agli amici, ai vicini? – Dov’è tuo padre?– mi chiedevano. E io non sapevo cosa rispondere.

Quella notte…ti ho aspettato sveglio tutta la notte…ma tu…non sei più tornato…

OLIVIEROMa io…- Oliviero tentò un approccio di giustificazione, che Adriano non volle ascoltare.

ADRIANO  Ero solo un ragazzo, papà. Avevo il sacrosanto diritto di fare il figlio in quel momento. Volevo essere consolato, rassicurato, abbracciato…Allora mi dovevi abbracciare, papà…Quando con mia madre, se ne erano andate le mie certezze e la mia adolescenza…allora mi dovevi abbracciare…

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http://www.sanremonews.it

OLIVIERONon ho saputo affrontare tutto quel dolore…le lacrime, le frasi di circostanza, i volti fintamente contriti …

ADRIANO  Ma pensi che da affrontare ci fosse solo quello? Il vuoto, la voragine che si è aperta dopo…quella era la vera sfida! E invece, sei scomparso…lasciando me, in quella voragine. Che ti avevo fatto io?! Perché punirmi così!

OLIVIEROSono stato vile, lo so. Ma mi sembrava di non avere alternative, in quel momento…

ADRIANO  Infatti alternative non ce n’erano. Dovevi restare e basta. Restare a fare il padre. E adesso, dopo sette anni, mi telefoni e mi chiedi di vederci…

Padre figlio9

http://www.rainews24.it

OLIVIEROSei venuto subito però…

ADRIANO  Io ce l’ho una dignità, papà, e anche dei sentimenti

OLIVIEROMi vuoi bene…allora…Mi vuoi ancora bene…eh?- Oliviero cercò di abbracciare di nuovo Adriano, che, ancora una volta si ritrasse, ma con meno convinzione.

ADRIANO  Ora dimmi perché mi hai cercato però…Perché un motivo c’è…sicuro!

OLIVIERO  Tu…Adriano…Mi devi raccontare tutto di te…tutto…tutto…Cosa hai fatto, cosa sei diventato…tutto insomma…

ADRIANO  Papà…pensi di arrivare qua non so da dove, dopo sette anni…e recuperare una vita dopo che ci siamo scambiati quattro parole? Vai al sodo, che è meglio. Perché sei qui (?)

La serietà che Oliviero vide negli occhi di suo figlio, lo fece sentire quasi in imbarazzo. Preciso a sua madre: gli stessi occhi neri che ti frugavano nell’anima, di fronte ai quali ti sentivi sempre come un bambino sorpreso con l’indice e il medio nella Nutella.

Oliviero cominciò a balbettare…

OLIVIEROIo veramente…sono qui per…

ADRIANO  E dimmi, dài…che ho fretta! incalzò Adriano guardando l’orologio.

Oliviero si accorse che Adriano portava l’orologio d’oro, il suo orologio…quello col cinturino di coccodrillo che gli aveva promesso per i suoi diciott’anni. Lo aveva al polso…Non era un caso…Non se l’era tolto da allora. Pensò che poteva, allora, confidarsi con lui.

Ma, nello stesso tempo, vedeva sul suo viso qualcosa, un’espressione, un atteggiamento che non gli riconosceva. E questo lo faceva sentire a disagio.

OLIVIERODevo dirti che…ora…ho … una…

ADRIANO  Una che, papà…una malattia, una macchina nuova, una casa…Una che cosa, papà.

Oliviero si sentì ancora più piccolo di fronte a quel figlio che lo sovrastava di più di dieci centimetri in altezza, ingigantito dalla consapevolezza di aver ragione, fortificato dall’essere diventato uomo da solo, senza il suo viatico, senza i suoi consigli, senza liti, senza abbracci, senza lacrime, senza sorrisi…

Oliviero si senti inutile, allora, per la prima volta. Un inutile uomo fuggito il giorno del funerale di sua moglie perché non aveva avuto il coraggio di fare il padre. Forse aveva sbagliato a cercare Adriano. Forse avrebbe dovuto lasciare suo figlio nel dubbio che dietro la sua scomparsa ci fosse qualcosa di più nobile…o di più misterioso…

OLIVIERO  Io devo dirti…che…sto per sposarmi…

Adriano lo guardò con un’espressione che Oliviero non avrebbe dimenticato mai più.

OLIVIERO  E’ una brava ragazza…dolce, sincera…Mi vuole bene…Viene dalla Romania…

ADRIANO  Ma…dimmi un po’…Quanti anni ha la “dolce, sincera, che ti vuole bene”…

OLIVIEROBeh…Ventuno…

ADRIANO  Un anno più giovane di me…osservò sarcastico AdrianoSposi una ragazza che ha un anno in meno di tuo figlio. Devi esserti bevuto il cervello, papà. Cosa pensi se ne farà di te quando avrai tu bisogno di lei. Credi davvero che ti accudirà, ti accompagnerà al bagno, ti darà le medicine… Ma in che mondo vivi…Tu ti sei trovato una che ha l’età di tuo figlio perché non hai saputo fare il padre e pensi di rimediare e metterti la coscienza a posto confidandolo a me…

Se non fossi fuggito, se non fossi stato il vigliacco che sei, se m’avessi aiutato a crescere, avessi gioito dei miei studi, dei miei successi, avessi sofferto con me, m’avessi sostenuto quando mi sentivo perduto…avrei pensato io a te, sempre ogni momento, mi avresti avuto accanto, per sostenerti a mia volta. Insieme saremmo stati una famiglia. E non avresti sentito il bisogno di formartene una fittizia, come stai facendo.

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http://www.antoniogenna.net

Oliviero sapeva che le parole di  Adriano suonavano come una sentenza inappellabile…Che poteva obiettare…

OLIVIERO  Allora…io vado – balbettò.

Adriano gli aveva già dato le spalle.

Oliviero vide il cappotto blu di suo figlio, la cintura che pendeva dai due lati, il passo deciso che lo portava lontano da lui…e si convinse di averlo perso per sempre.

Si voltò e si diresse, con gli occhi bassi, verso il parcheggio.

 

Una voce…alle sue spalle…gridò – PAPA’!

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3 risposte a SCRITTURA …CHE PASSIONE (2)

  1. patty ha detto:

    uauuuu bellissimo…..mi serve questo post sto cercando di scrivere un libro ,una storia vera su mio padre malato da anni,e mi hai dato dei veri suggerimenti ..grazie e complimenti

  2. Marco ha detto:

    Ciao Giusy! Grazie per avermi scritto!
    Grazie anche per i complimenti.
    Sì, in effetti quella della scrittura è solo una grande passione, anche se in continua evoluzione.
    Vedo che ti diverti anche te, brava! Io non ho mai fatto corsi, purtroppo qua nella mia zona c\’è poco niente.
    Ho dato una lettura veloce al testo qua sopra. Non è male! Ma toglimi una curiosità: lo devi scrivere di getto o ci puoi pensare su?

  3. Fiore ha detto:

    Ho visto 1 foto presa da SanRemo-News, 6 di queste parti anke Tu ?! Pensa ke coincidenza, ho letto questo dialogo ke parla di 1 Adriano figlio e di suo padre e proprio oggi è morto il padre dell\’amico ke condivide con me la casa e ke si kiama Adriano… mah !

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