IL GIUOCO DELLE PARTI – Luigi Pirandello- Chi è Silia?

Chi è Silia?

Il giuoco delle parti

http://www.flickr.com/photos/astharot/2887090445/

 

Silia è un personaggio.

Silia è il personaggio femminile di un’opera teatrale. Un dramma.

Silia è un personaggio femminile, visto, interpretato, tratteggiato, creato da un autore MASCHIO, che talvolta, dimentica di esserlo, e la guarda con una sorta di solidale comprensione.

 

Silia è inconsistente, a partire dal nome.

Questo nome, “Silia”, è solo un’onomatopea, un nome che NON ESISTE.

 

(cfr “Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
… E.Montale).

 

E’ un sibilo, ha una musicalità intrinseca…ma è un suono…non un nome.

Evoca altri personaggi…

Iside, Lilith, Kalì: divinità femminili tentarici, generatrici e rigeneratrici attraverso la morte.

Un percorso follia-morte-rinascita che nelle culture arcaiche rappresenta l’inizio di un percorso iniziatico verso l’unicità dell’io.

Rosella Falk

Ma Silia, al contrario, non è una donna, un soggetto, una “persona”, ma solo una MASCHERA ( è appena il caso di ricordare che questo termine, “Persona” etimologicamente deriva dal greco “ πρόσωπον, prósōpon”che sta ad indicare la “maschera dell’attore”, entrato nel dizionario italiano tramite l’etrusco “phersu”).

 “Bambina folle”, viene lasciata “libera” da Leone: ma non conosce la libertà, non sa cosa sia, e, in fondo, non le interessa. Tanto è vero, che costringe il marito ad andarla a trovare tutti i giorni (fingendo di non poterne più della sua ingerenza – «la parte assegnatami da un fatto che non si può distruggere, resta: sono il marito» – afferma Leone) e si va ad impelagare in un’altra relazione (con Guido Venanzi, personaggio debole e snob), una storia che è una ragnatela, un carcere anch’essa.

Infatti, Silia, leggera come un guscio vuoto, è libera di una libertà anelata, ma inutile proprio nel momento in cui viene concessa e raggiunta.

Risulta, quindi, appesa ai fili della sua stessa angoscia, in una annoiata decadenza, in uno spazio interiore vuoto (speculare allo spazio esterno) di cui è apparentemente consapevole.

E burattini, sono anche le figure di contorno.

I giovani annoiati dell’aristocrazia decadente (come il marchesino Miglioriti), appaiono tali nelle mani di Silia, pure estensioni del suo corpo e dei suoi deliri erotici (per «restare in piedi come quei buffi giocattoli, che tu puoi buttar come vuoi: ti restan sempre ritti per il loro contrappeso di piombo»)

 

“Poi, con una luce sinistra negli occhi, come se le fosse balenata una diabolica idea

Ma sì, ecco, signori: sono Pepita, sì!

Secondo signore ubriaco: Viva la Spagna! “

In questo passaggio, scambiata per una prostituta, il suo narcisismo e il suo autocompiacimento raggiungono l’apice, insieme con l’artificiosità della situazione.

Esplicativa in questo senso, la scena in cui, nell’allestimento di Giorgio De Lullo del 1970, le mani (dei giovani) e piedi (di Silia) compongono, su un tavolino tondo, un cerchio grottesco.

Mani (guantate, che nascondono l’identità, come le maschere che celano il volto) e piedi (nudi, oltraggiosi): le estremità del corpo umano che s’incontrano e si toccano.

Ancora una volta viene evocato il cerchio, un cerchio che si chiude, circoscrivendo colei che ne è il centro, stringendola ancora una volta in una gabbia, che non può spezzare nemmeno se veste i panni di Pepita.

Non solo: ma anche l’abito di Silia evoca due elementi topici della visione pirandelliana:

gli scacchi, bianchi e neri che orlano la casacca, evocano l’intreccio, il reticolato, la prigionia;

le paillettes che le ricoprono il corpo, rimandano all’idea dello specchio, deframmentato e multiforme.

 

"Pupi siamo, caro Signor Fifì!

Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti"

dice il Ciampa de "Il berretto a sonagli".

E realmente Silia  incarna questo ruolo, fino a diventare burattinaia ella stessa, tessitrice (uguale e opposta alle eroine omeriche) di una trama, di un meccanismo tragico e folle che finirà per travolgerla.

Lei è risoluta nell’idea di punire i giovani che le hanno recato oltraggio (sia pur artificiosamente indotto), per distogliere l’attenzione da se stessa, che merita una punizione più di ogni altro.

Infatti, fingendo l’indignazione «d’una signora per bene» e respingendo le accorate richieste di perdono dei giovani, esige una riparazione cavalleresca dello scandalo,  costringendo il marito a battersi in duello.

Pirandello foto

Dalle interazioni tra i personaggi, si snoda, appunto, un “Giuoco delle parti”, un complesso meccanismo  di scambi tra ruoli e caratteri, in cui ciascuno dei personaggi, alternativamente, mostra il proprio volto, o la maschera che indossa quotidianamente in pubblico, oppure quella che gli viene imposta in quanto proiezione della visione altrui, secondo l’assioma che “il nostro fuori è sempre dentro di noi”.

Una geometria che come in un labirinto di specchi offre all’infinito il riflesso di un’immagine sempre più deformata, al punto che si perdono ben presto le sembianze dell’originale.

Freudianamente i personaggi di questa, come di altre opere di Luigi Pirandello, SI guardano attraverso un’ immagine riflessa, la percepiscono come estranea, si scoprono ignoti a se stessi e finiscono per cercarsi negli occhi degli altri.

Con risultati psicologici (e non solo) devastanti.

"Non t’è mai avvenuto di scoprirti improvvisamente in uno specchio,

mentre stai vivendo senza pensarti,

che la tua stessa immagine ti sembra quella d’un estraneo,

che subito ti turba,

ti sconcerta,

ti guasta tutto,

richiamandoti a te,

che so, per rialzarti una ciocca di capelli che t’è scivolata sulla fronte?"

Silia, con la sua inconsistenza, non fa eccezione.

Fonti bibliografiche:

http://users.libero.it/teatro.arte/allestimento.html

http://www.teatroteatro.it

http://www.pirandelloweb.com/teatro/1918_il_giuoco_delle_parti/il_giuoco_delle_parti_copertina.htm

http://spazioinwind.libero.it/letteraturait/opere/pirandello08.htm

http://www.classicitaliani.it/pirandel/drammi/13_pira_Il_giuoco_delle_parti.htm

http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-pirandello_luigi/sku-12381232/il_giuoco_delle_parti_.htm

 

Postille.

“Ha presente la metafora dell’uovo? Il caso imprevisto che sconvolge l’equilibrio interiore è come un uovo fresco che arrivi addosso all’improvviso: io prontamente lo afferro e me lo bevo, riducendolo ad un guscio vuoto.   

 

…ti compiango! Ma tu devi fare la tua parte come io la mia. Il gioco è questo. L’ha capito finanche lei!

Ciascuno la sua, fino all’ultimo… Mi vedo e mi vedo giocare, e mi diverto. Basta”

 (Leone Gala)

 

«Chi ha capito il giuoco non riesce più a ingannarsi; non può più prendere né gusto né piacere alla vita» (Luigi Pirandello)

 

 

Ma, scriveva Pirandello in una lettera a Filippo Surico, in forma di autoritratto, tra il 1912 e il 1913 «Chi ha capito il giuoco non riesce più a ingannarsi; non può più prendere né gusto né piacere alla vita».

 

“Solo e chiuso in una stanza d’albergo, rifiatando dall’assillo della moglie, ma senza perder tempo o goderselo in qualche distrazione, aveva trovato il clima adatto per riprendere a scrivere con straordinaria vena il dramma che sarà uno dei capolavori del suo teatro.

 

Tornato a casa, il 4 agosto scrisse a Ruggero Ruggeri: «Mi rimetterò da domani alla nuova commedia, che è già bene avanti. Conto di finirla tra pochi giorni e gliela manderò costà a Torino (se farò in tempo) o a Milano. Le ho cambiato il titolo: invece che Quando si è capito il giuoco la chiamerò Il giuoco delle parti, mi sembra più bello e più proprio».

 

Ruggeri gli rispose il 7 agosto: «Ella sa che la mia stima per Lei è veramente profonda e senza restrizioni: e io non desidero di meglio che provarle, cooperando sotto la sua guida al successo delle sue opere, i miei sentimenti devoti. E così ho gran desiderio di leggere presto "Il giuoco delle parti"». …

 

 

“Fu Pirandello il primo a porre sulle scene il contrasto tra essere e esistere. Fu Pirandello il primo a portare o meglio a riportare in teatro la tragedia dei rapporti dell’uomo con se stesso e con la realtà. E’ a Pirandello che si deve se il dramma borghese ha ceduto il luogo finalmente alla tragedia umana. E’ a Pirandello, infine, che dobbiamo se gran parte del teatro convenzionale che ancora oggi affolla le scena d’Italia e del mondo è morto prima ancora di nascere, morto senza residui come è morta la società che l’applaude e dalla quale trae l’ispirazione. […] Grazie a Pirandello e a pochi altri oggi siamo in grado di capire meglio il teatro greco e possiamo sperare in una risurrezione del teatro nel senso greco”

Alberto Moravia Eredità di Pirandello nel teatro mondiale in Novecento. Gli scrittori e la cultura letteraria nella società italiana collana diretta da Gianni Grana, nuova ed., vol. III, Milano, Marzorati, 1987.

Curiosità:

Il Giuoco delle parti fu rappresentato per la prima volta al Teatro Valle di Roma nel 1918 da Ruggiero Ruggeri, ed ebbe una pessima accoglienza da parte della critica, che apprezzò l’interpretazione bocciando però il testo, tant’è che l’attore cambiò spettacolo dopo la prima replica. Il copione ebbe il giusto riconoscimento solo negli anni sessanta, portato in scena dalla Compagnia dei Giovani con Romolo Valli, Rossella Falk e Carlo Giuffrè.

 

 

 

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8 risposte a IL GIUOCO DELLE PARTI – Luigi Pirandello- Chi è Silia?

  1. Fausta ha detto:

    Io l\’ho visto con loro al tearo Argentina… indimenticabile!
    Fausta

  2. Lunarossa ha detto:

    Ciao Giusy, molto interessante il tuo approfondimento della figura di Silia. Purtroppo non ho mai visto l\’opera in teatro, ma ricordo di aver letto il testo tanti anni fa. Ricordo anche di aver provato un\’immediata antipatia per Silia, di averla considerata una sorta di "burattinaia" manipolatrice, per poi cambiare idea in seguito e ritenerla semplicemente vuota e persino quasi astratta. Chiaramente il testo scritto non rende quanto lo spettacolo teatrale, ma credo che le parole, le riflessioni di quel genio che fu Pirandello riescono ad evocare comunque le emozioni che si era prefisso.
    Grazie delle gentili parole sul mio blog. Ti rispondero\’ appena posso. Cari saluti. A.

  3. ELENA ha detto:

    Ciao,mi chiamo Elena,girovagando tra una pagina e l\’altra di google mi è apparso il tuo interessantissimo approfondimento su quest\’opera pirandelliana.Adesso ti spiego meglio,in realtà quest\’anno devo affrontare l\’esame di maturità e sto lavorando al mio persorso.Sono in un dilemma infernale,il mio tema principale è il binomio "APPARENZA E REALTà",ci collego freud con la suddivisione dell\’io e un\’aspetto dell \’io,quello narcisistico.Ora mi servirebbe un bel parallelo con un\’ opera di Pirandello.Mi hanno cosigliato"Sei personaggi in cerca d\’autore"ma guardando tra le righe del tuo intervento ho intravisto qulkosa che potrebbe servirmi.Potresti chiarirmi meglio l\’idea,dato ke tu conosci bene l\’opera,magari sapresti dirmi se c\’entra in qst\’opera il tema del narcisismo?Se ti va ecco il mio indirizzo di posta (helender@hotmail.it)magari potresti inviarmi un po di materiale se ce l\’hai!Ti ringrazio cmq,scusa per l\’intromissione…Spero in una tua risp tramite posta!!Baci

  4. ELENA ha detto:

    Curiosando nel suo blog,che è davvero interessantissimo,ho notato nel suo profilo che lei è un\’insegnante,la prego di scusarmi se le ho dato del"tu",non credevo di essere nel blog di un docente!La ringrazio di vero cuore per la sua immediata disponibilità!Tanti saluti…baci…Elena

  5. Silia ha detto:

    Beh…che il nome Silia non esista l\’hai deciso tu!! Io mi chiamo Silia e non è d\’ispirazione pirandelliana…. E per quanto sia un nome raro, non sono l\’unica, anzi…!!

  6. Giusy ha detto:

    GENTILE SILIA,LE RISPONDO IN QUESTA SEDE, POICHE\’ LEI NON DA\’ LA POSSIBILITA\’ CHE LE SI INVII UN MESSAGGIO PRIVATO.NEL RINGRAZIARLA PER LA NOTIZIA CHE SILIA E\’ IL SUO NOME DI BATTESIMO E CHE NON E\’ LA SOLA A PORTARLO, LE FACCIO PRESENTE CHE IL SAGGIO CHE HA LETTO, ALTRO NON E\’ CHE UN ESERCIZIO DI SCRITTURA CREATIVA, SVOLTO NELL\’AMBITO DI UN CORSO SULLA "SCRITTURA DI GENERE", PATROCINATO DAL MINISTERO DELLE PARI OPPORTUNITA\’: PERTANTO, MI LASCIAVA LIBERA DI DIRE QUALUNQUE COSA VOLESSI. TUTTAVIA, PRIMA DI ELEBORARE IL TESTO, MI SONO DOCUMENTATA E LE POSSO ASSICURARE CHE MOLTI CRITICI CONCORDANO SUL FATTO CHE, ALL\’EPOCA DELLA STESURA DELLA COMMEDIA (1918), IL NOME "SILIA" FOSSE DI PURA INVENZIONE, A CONFERMA DEL FATTO CHE LA PROTAGONISTA DE "IL GIUOCO DELLE PARTI", FOSSE, IN FIN DEI CONTI, UN PERSONAGGIO INCONSISTENTE…PURA FORMA…AD INIZIARE PROPRIO DAL NOME.COMUNQUE, POICHE\’ NON RICORDO DI AVERLA MAI CONOSCIUTA IN PRECEDENZA, CONTINUO A MANTENERE LE DISTANZE CHE AVREBBE DOVUTO MANTENERE LEI (LA BUONA EDUCAZIONE VORREBBE CHE PRIMA DI PASSARE AL "TU" CI FOSSE UN APPROCCIO PRELIMINARE, O, IN ALTERNATIVA, L\’ESPLICITO INVITO A FARLO), PRIMA DI APOSTROFARE CHIUNQUE NEL MODO IN CUI HA FATTO.INFINE, A DISPETTO DELLA DOLCEZZA DEL NOME CHE PORTA, LA SIBILANTE, ALL\’INIZIO, TRADISCE UNA DOSE DI ACIDITA\’ CHE TRASPARE CHIARAMENTE DAL SUO BREVE INTERVENTO, LA CUI UNICA UTILITA\’ E\’ STATA QUELLA DI FAR APPRENDERE A NOI "POVERI LETTORI" CHE IL NOME SILIA ESISTE DAVVER0 (COSA DELLA QUALE MI COMPIACCIO).PER CONCLUDERE LE FACCIO NOTARE CHE QUESTO E\’ UN BLOG PREVALENTEMENTE A CARATTERE LETTERARIO, E NON UNO SPORTELLO DELL\’UFFICIO ANAGRAFE.BUONA ESTATE…SILIA…

  7. Marika ha detto:

    Pirandello è in assoluto l\’autore ke amo di più nella nostra bellissima letteratura…geniale, travolgente, perspicace…e sorattutto \’\’sottile\’\’…ki se nn lui, poteva riuscire a scovare la sottile linea d confine tra \’\’comicità\’\’ ed \’\’umorismo\’\’…è senza dubbio tra gli autori + attuali… c\’era una frase, anzi una delle tante, del \’\’nostro\’\’ Luigi, ke m ha colpito appena letta…diceva ke ognuno d noi ha una duplice personalità..una è quella ke tutti conoscono..l\’altra neanke a noi è concesso conoscerla…Brava prof..questo intervento è senza dubbio tra i più apprezzabili (per qnt m riguarda) ke lei abbia pubblicato..non ke gli altri nn lo siano stati eh!un bacione grande.Marika

  8. Andrea ha detto:

    Gentile Giusy,è bello leggere una risposta carica di cordialità alla signorina Silia, che altro non ha fatto che farle notare una mancanza/imprecisione/sciocchezza da Lei scritta… ma che, come ha "giustamente" fatto notare, è ampiamente concessa perchè nell\’ambito di un corso di scrittura creativa – peccato che questo non privi la gente della libertà di esprimersi, soprattutto se pubblicato su un blog. La cattiva educazione di certo non la nota da una riga di risposta, al contrario della boria e della totale assenza di senso dell\’umorismo che traspare dal Suo intervento. Un saluto sibilante.Andrea (nome di pura invenzione letteraria, che, più che un nome, è una firma)

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