Nazim Hikmet – Omaggio a Sula

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto

 
da: LETTERE dal CARCERE a MUNEVVER

Ho conosciuto Hikmet attraverso I MITI POESIA, editi, non so più quanti anni fa dalla Mondadori.

Subito i suoi versi mi hanno conquistata e, come faccio sempre quando un libro, una poesia, un autore mi coinvolgono, li "partecipo" a tutti coloro che mi circondano, per condividere, e non goderne solo egoisticamente, la bellezza della loro arte.

Ora tutti, critica e pubblico, sono concordi nel considerarlo uno dei più grandi poeti del XX secolo, tradotto in tutto il mondo.

Hikmet

http://www.haber3.com/gallery.php?id=54&no=4

Non voglio scrivere nulla sulla sua biografia, perchè c’è una poesia, in cui Hikmet, traccia, in rapide pennellate, i momenti essenziali della sua esistenza e del suo impegno politico.

Hikmet1

http://www.haber3.com/gallery.php?id=54&no=4

Autobiografia

Sono nato nel 1902
non sono più tornato
nella città natale
non amo i ritorni indietro
quando avevo tre anni
abitavo Alep
con mio nonno pascià
a 19 anni studiavo a Mosca
all’università comunista
a 49 ero a Mosca di nuovo
ospite del comitato centrale
del partito comunista
e dall’età di 14 anni
faccio il poeta
alcuni conoscono bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie
ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso
ho sofferto la fame compreso lo sciopero della fame
e non c’è quasi pietanza
che non abbia assaggiata
quando avevo trent’anni hanno chiesto
la mia impiccagione
a 48 mi hanno proposto
per la medaglia della Pace
e me l’hanno data
a 36 ho traversato in sei mesi
i quattro metri quadrati
di cemento
della segregazione cellulare
a 59 sono volato
da Praga all’Avana
in diciotto ore
ero di guardia davanti alla bara di Lenin nel ’24
e il mausoleo che visito sono i suoi libri
hanno provato a strapparmi dal mio Partito
e non ci sono riusciti
e non sono rimasto schiacciato
sotto gl’idoli crollati
nel 51 con un giovane compagno
ho camminato verso la morte
nel 52 col cuore spaccato ho atteso la morte
per quattro mesi sdraiato sul dorso
sono stato pazzamente geloso delle donne ch’ho amato
non ho invidiato nemmeno Charlot
ho ingannato le mie donne
non ho sparlato degli amici
dietro le loro spalle
ho bevuto ma non sono stato un bevitore
ho sempre guadagnato il mio pane
col sudore della mia fronte
che felicità
mi sono vergognato per gli altri e ho mentito
ho mentito per non far pena agli altri
ma ho anche mentito
senza nessun motivo
ho viaggiato in treno in areoplano in macchina
i più non possono farlo
sono stato all’Opera
i più non ci vanno non sanno
nemmeno che cosa sia
e dal ’21 non sono entrato
in certi luoghi frequentati dai più
la moschea la sinagoga la chiesa
il tempio i maghi le fattucchiere
ma mi è capitato
di far leggere la mia sorte
nei fondi di caffè
le mie poesie sono pubblicate
in trenta o quaranta lingue
ma nella mia Turchia
nella mia lingua turca
sono proibite
il cancro non l’ho ancora avuto
non è necessario che l’abbia
non sarò primo ministro
d’altronde non ne ho voglia
anche non ho fatto la guerra
non sono sceso nei ricoveri
nel mezzo della notte
non ho camminato per le vie
sotto gli aerei in picchiata
ma verso i sessant’anni mi sono innamorato
in una parola compagni
anche se oggi a Berlino sono sul punto
di crepare di tristezza
posso dire di aver vissuto
da uomo
e quanto vivrò ancora
e quanto vedrò ancora
chi sa. 

http://www.sfonditalia.it/poesiehikmet.htm

Mi limito a segnalare la sua amicizia con Pablo Neruda e Vladimir Majakovskij, la condanna a 28 anni di carcere perchè oppositore del regime di Kemal Ataturk. In particolare, Hikmet viene accusato, di aver istigato la ribellione attraverso "L’epopea di Sherik Bedrettin", in cui  racconta le rivolte contadine contro l’impero ottomano nel 1500.

Hikmet e Neruda

http://www.haber3.com/gallery.php?id=54&no=4

Da quel momento la censura si abbatte su di lui.

"Accusato di aver tentato di incitare l’esercito turco alla ribellione, Nazim è stato condannato alle punizioni più terribili.

Mi ha detto che è stato costretto a camminare sul ponte di una nave fino a sentirsi troppo debole per rimanere in piedi, quindi lo hanno legato in una latrina dove gli escrementi arrivavano a mezzo metro sopra il pavimento…

Il mio fratello poeta sente le sue forze mancare;

resiste con orgoglio;

comincia a cantare;

all’inizio la sua voce è bassa, poi sempre più alta fino a urlare;

canta tutte le canzoni, tutti i poemi d’amore che riesce a ricordare, i suoi stessi versi, le ballate d’amore dei contadini, gli inni di battaglia della gente comune;

canta qualsiasi cosa che la sua mente ricordi;

e così vince i suoi torturatori"

pablo_neruda 

http://www.windoweb.it/guida/letteratura/biografia_pablo_neruda.htm

(Pablo Neruda).

Nel 1949, a Parigi, firmano per la sua liberazione intellettuali del calibro di

Pablo Picasso, Paul Robeson e Jean Paul Sartre.

Dopo una breve parentesi durante il primo governo turco democraticamente eletto, Hikmet viene nuovamente perseguitato, più ferocemente che in passato.

Hikmet3

 "Mi raccontò come nell’anno successivo alla sua liberazione subì due attentati, con le macchine, nelle vie di Istanbul.

In seguito provarono a costringerlo a fare il servizio militare nella frontiera russa: aveva quasi 50 anni.

Il dottore, un maggiore, gli disse: ‘Mezz’ora in piedi sotto il sole e sei un uomo morto’, ma io gli diede ugualmente un certificato di buona salute.

Riuscì a scappare, di notte, attraverso il Bosforo, con un motoscafo.

Voleva raggiungere la Bulgaria, ma era impossibile considerate le condizioni climatiche.

Incontrò una nave da carico rumena, che non si fermò;

la inseguì, nonostante la tempesta;

dopo circa due ore si fermarono, senza però farlo salire a bordo.

Il motore del motoscafo era ormai fuori uso;

si considerava senza via di scampo.

L’equipaggio della nave chiese istruzioni a Bucarest…

Esausto, mezzo morto, Hikmet arrivò barcollando nella cabina del capitano, dove vide una sua enorme fotografia con la scritta ‘Salvate Nazim Hikmet’.

La parte più divertente’, ricordava Nazim, ‘fu che ero già libero da più di un anno’!"

Beauvoir_Sartre_-_Che_Guevara_-1960_-_Cuba

http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_de_Beauvoir

(Simone de Beavoir)

Perde la cittadinanza turca (che gli verrà restituita solo in occasione del centenario della sua nascita), ed è costretto a espatriare a Mosca; e poi, nell’Europa dell’Est, a Roma, Parigi, L’Avana, Pechino.

Muore a Mosca il 3 giugno del 1963, a causa di un ennesimo attacco di cuore.

Due giorni prima, forse sentendo approssimarsi la morte, scrive 

Il mio funerale

funerale di Hikmet

http://www.rosettamartellini.it/video%20capelli%20al%20vento.htm

Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell’ascensore non c’entra
e la scala è tanto stretta.

Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
forse sull’asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l’immondezza.

Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.

La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.

 

 

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