Che fare?

« In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo.
Questo ognuno lo sa.
Poi viene il principe di Torlonia, padrone della terra.
Poi vengono le guardie del principe.
Poi vengono i cani delle guardie del principe.
Poi, nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi vengono i cafoni.
E si può dire ch’è finito. »

 

(da "Fontamara", Ignazio Silone)
   Gli abitanti di Fontamara decidono di dare vita ad un giornale, a cui, appunto, danno questo titolo. "Che fare?"
   I "cafoni", del romanzo di Silone, se lo chiedono continuamente.
   E, da qualche giorno a questa parte, me lo chiedo anch’io…quasi ossessivamente.
   Non sto vaneggiando…
   Mi riferisco al mio intervento di mercoledi, "Gomorra".
   Davanti a quella che percepisco come una vera "emergenza" (far comprendere e acquisire i valori democratici, il senso della legalità, il rispetto delle leggi, la consapevolezza che, senza regole, non esiste nessuna libertà…), è giusto affannarsi a seguire i programmi scolastici?      Occuparsi di poesia, analisi testuali, ortografia e sintassi, ma anche di radici quadrate e atomi, disegni e microscopi, ha ancora un senso, se poi, gli studenti a cui ci si rivolge, sono gli stessi che hanno applaudito le scene più aberranti di Gomorra?
Che fare?
Continuare a trasmettere valori, attraverso i contenuti dei cosiddetti programmi…o mollare tutto e affrontare l’emergenza?
Mettersi a fare più lezioni di democrazia, di storia contemporanea, di "civiltà", attraverso la Costituzione, o accanirsi su Assiri, Daci, guerre puniche, perifrastiche passive e accenti tonici…
Che fare?
Lo chiedo alla Blogosfera.
Help!
 
 
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2 risposte a Che fare?

  1. Katia ha detto:

    Continuare come fai… la battaglia per i valori civili e per l\’amore per la legalità deve essere combattuta con i genitori di questi ragazzi. La verità, e rischio grossolanamente di entrare in un luogo comune o retorica che sia, è che le famiglia non ci sono nella maggior parte dei casi.Quando ero adolescente io (e ripeto per chi non mi conoscesse che parlo di circa 15 anni fa) le famiglie c\’erano, la scuola era solo un proungamento dei loro valori e della loro voglia di educare e insegnare ai figli.I professori comuni dovevano solo preoccuparsi di seguire il programma ministeriale e di dare esito ai colloqui con i genitori di ciò che non andava e di ciò che andava bene. I professori quelli bravi, passavano il loro tempo a cercare i mille modi possibili per renderci partecipi dei programmi e delle lezioni… Nella classe chi non era seguito bene dalla famiglia si vedeva subito… ed era più semplice per il professore capire come agire…Oggi purtroppo i genitori sono assenti nella maggior parte dei casi, cercano di supplire a questa assenza con permissivismo e affini: "prendi un bel voto? ti faccio un regalo"; "vieni promosso? ti faccio un regalo"; Quando venivo promossa io (e con anche signore medie finali) mio padre sorridendo soddisfatto mi diceva: "brava, è andata bene, hai fatto il tuo DOVERE e l\’anno prossimo cerca di dare di più per migliorare te stessa!"Quando andavo a scuola io, i professori erano visti come EDUCATORI, oggi vengono visti, e a volte trattati, come "signori nessuno" che stanno li a fare niente…La mia visione sarà pessimista, ma ogni giorno viaggio in treno (circa 20 minuti) per andare a lavoro, la tratta raccoglie i ragazzi che vanno alle superiori, oltre a coloro che lavorano come me… nella maggior parte dei casi vedo ragazzine truccatissime con magliettine ascellari anche in pieno inverno (mia madre mia vrebbe accoppata sul pianerottolo se fossi andata così a scuola e a scuola qualcuno mi avrebbe fatto notare che ero troppo truccata), che pensano a fare le fighette con il ragazzo di turno e strillano e urlano anche se il vagone è pieno di gente che cerca di leggere o rialssarsi..(alla prima occhiataccia mi sarei fatta piccolissima e avrei abbassato la voce, loro invece si rivolgono direttamente a chi le guarda con un – scusate il francesismo – "ma che cazzo me ne frega"); o di ragazzi che con tutte le parole più spinte di questo mondo copongono una frase che non ha senso di nessun tipo.ok ok… non sono tutti così… lo so che non si può far di tutta l\’erba un fascio, ma mi rivoglo proprio a voi che non vi riconoscete in questa analisi… di qualunque città voi siate e di qualuque latitudine… con la vostra coscienza sociale cercate di guidare chi non ce l\’ha verso un analisi profonda di quello che avviene intorno a noi. Cercate di spiegare che tutto quello che abbiamo lo hanno guadagnato i nostri nonni e i nostri bisnonni per noi che ne siamo i custodi… che è importante più stare attententi a ciò ceh ci circonda e non a comprare l\’ultimo pantalone di grido ceh costa 300 euro, e che ora lo stiamo perdendo anche per atteggiamenti come quelli descritti in questo post…giusy… continua a fare il tuo lavoro come lo fai, non puoi rimproverarti di qualcosa che nella loro coscienza doveva essere trasmesso mano a mano…ti voglio bene.

  2. tatiana ha detto:

    salve,io sono una studentessa..ho 17 anni.studio solo per il mio futuro..ma io in fondo un futuro ce l\’ho?!forse no,forse si..il mio sapere é solo 1/1000 del tuo sapere..nella mia scuola ci sono molti professori dove il loro sapere, la loro curiosità del sapere non finisce mai..io vorrei essere come loro..e poi mi guardo attorno e vedo che su 100 professori, sono solo 15/20 professori che amano davvero il loro mestiere e che vorrebbero strasmettere a noi tutto il loro sapere per farci trovare preparati alla vita.e tutti gli altri professori?"…E TE LO PORTI DENTRO QUEL VECCHIO PROFESSORE CHE TI HA RUBATO TEMPO CON LA SUA MEDIOCRITA\’…" ligabuenella mia classe ci sono molti professori validi…e mi vergogno…mi vergogno di non poter sfruttare questa possibilità.C\’é un professore che con le sue parole mi guarda dentro..mi fa riflettere e mi sento piccolissima.mi sento un niente..E\’ l\’unico professore che io abbia mai stimato;e forse stimerò.io non vivo di rimpianti,non è da persone mature.il prof ignone è una persona fantastica..e forse lo sarai anche tu,solo che non sei una mia docente..io però non mi sento alla sua altezza..ma non per il sapere.noi ragazzi,alunni siamo molto fragili.qnd parlaste di "Gomorra" io c\’ero.molti eravamo li..sentire quelle parole,quei momenti vissuti realmente da persone,mi sento fortunata ma anche amareggiata..amo scrivere..nessuno lo sa..nessuno vuole sentire il mio pensiero…l\’unico modo per farlo è scrivere..ma la società di oggi ci vuole sempre pronti a tutto…ma come potremmo essere pronti se la scuola è pieana di prosessori mediocri?!la colpa è di gran lunga degli alunni,ma anche dei professori che non sanno cattutare l\’attenzione. a questa età noi non sappiamo che fare,scegliamo,prendiamo strade, a volte sbagliate..se ridiamo a quati racconti raccapriccianti è perchè a volte,la maturità tarda ad arrivare..ma se voi professori avete la nostra stima,secondo me è la vittoria più grande.grazie per avermi ascoltato..

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