Dylan Thomas: “Sceglierei in qualunque momento di essere un poeta e vivere di astuzia e birra…”

   
Avevo sentito fare il nome di Dylan Thomas, in qualche film targato USA, di cui però non mi sovviene il nome…O forse in qualche episodio di "Una mamma per amica" in cui l’intelligentissima Rory, divora romanzi e libri di poesia come fossero hot dogs.
   Non mi ricordo dove l’ho sentito la prima volta. Certo è che, per assonanza, mi venne in mente  Bob Dylan e poi, subito dopo, quello di "Dylan Dog".
   Pensavo non ci fossero nessi, nè collegamenti. Pensavo a semplici coincidenze.
   Ho scoperto solo da poco il fascino di questo autore…fascino che deve aver esercitato su intere generazioni.
   Infatti, nel 1962, un certo ROBERT ALLEN ZIMMERMAN, decise di cambiare il proprio nome in BOB DYLAN, ispirandosi proprio a Dylan Thomas. Ma non basta: è stato proprio in memoria del poeta gallese che Tiziano Sclavi, nel 1986, ha chiamato DYLAN DOG, l’eroe dei supo fumetti.
   Coincidenze:zero!
Dylan Thomas
   Mi sono imbattuta nella poesia tormentata di questo "ragazzo maledetto" che il 5 novembre del 1953, a 39 anni (l’età in cui muore un altro gigante della letteratura, Giacomo Leopardi), in preda ad un attacco di delirio scatenato dai diciotto whisky ingurgitati poco prima, viene ricoverato in un ospedale di New York, dove il 9 novembre morirà dopo cinque giorni di coma.   
    Un anno dopo, il compositore Igor Stravinsky, compone per lui il pezzo "In memoriam Dylan Thomas".

     

   E’ riconosciuto come uno dei massimi poeti inglesi.
   Negli Anni Settanta le sue poesie erano popolarissime tra i giovani, per la sua inclinazione nichilista.
   Non è riconducibile a nessun movimento culturale, Dylan Thomas: la sua arte personalissima, pur essendo stata  ritenuta dai critici, erede delle Avanguardie, resta comunque frutto di un’originalità esclusivamente riconducibile a lui.
 
   Disse, parlando di se stesso: "Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo"
   E poi, riflettendo sulla poesia:  "Una bella poesia è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso dopo che gli si è aggiunta una bella poesia"
 
Di padre in figlio (un frammento)

Ribellati alle leggi della luna
E al parlamento del cielo,
Al governo del mare perverso,
A tirannia del giorno e della notte,
A dittatura di sole
Ribellati all’osso e alla carne,
A parola di sangue, ad astuzia di pelle,
E al verme che nessuno puo’ ammazzare

Dylan Thomas 2

Splendessero lanterne

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

200px-Dylan_Thomas
Ventiquattro anni

Ventiquattro anni mi rammentano le lacrime degli occhi.
(Sotterra i morti se hai paura che vadano alla tomba con le doglie.)
Nell’arco della porta naturale stavo accosciato come un sarto
A cucirmi il sudario per il viaggio
Alla luce del sole divoratore di carne.
Tutto agghindato per morire, il sensuale incedere iniziato,
Con le mie rosse vene piene zeppe di soldi,
Verso la meta conclusiva, la città elementare,
Io vado avanti quanto è lungo il sempre.

 

 


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2 risposte a Dylan Thomas: “Sceglierei in qualunque momento di essere un poeta e vivere di astuzia e birra…”

  1. Katia ha detto:

    Or poserai per sempre,
          Stanco mio cor. Perì l\’inganno estremo,
          Ch\’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
          In noi di cari inganni,
    5    Non che la speme, il desiderio è spento.
          Posa per sempre. Assai
          Palpitasti. Non val cosa nessuna
          I moti tuoi, né di sospiri è degna
          La terra. Amaro e noia
    10  La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
          T\’acqueta omai. Dispera
          L\’ultima volta. Al gener nostro il fato
          Non donò che il morire. Omai disprezza
          Te, la natura, il brutto
    15  Poter che, ascoso, a comun danno impera,
          E l\’infinita vanità del tutto.G. Leopardi.Lo hai citato… non potevo non scrivere di lui… lo sai… questo tuo blog mi nutre l\’anima!

  2. Giovanni ha detto:

    Nel suo blog non si finisce mai di imparare…anche lontano dai banchi di scuola mi coinvolge…

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