Oh Capitano, mio capitano…

L’intervento di Katia, come al solito, non cade nel vuoto…ma anzi, carico di suggestioni com’è, mi fa andare con la mente a…vediamo…qunti anni sono passati…17…caspita…il tempo, quando passa, passa veramente…
Correva l’anno 1991.
Primo anno d’insegnamento nelle Superiori.
Mi assegnano la 1^Sperimentale (manco una lettera che distinguesse la sezione!).
Mi invento completamente un modo di "fare scuola" nella quotidianità che, per quei tempi (e per certi versi, anche per QUESTI) era innovativo…Il Preside, Onofrio Zotti (a cui va un tenero ricordo…è venuto a mancare, credo, 2 anni fa), ci metteva a disposizione quanto ci occorreva tra cui la mitica Aula 0, antesignana dell’Aula 23 a cui si riferiscono le foto del blog. Ho fatto acquistare la prima lavagna luminosa che la scuola avesse mai avuto.
Eravamo uniti, contenti ed esntusiasti di poter camminare insieme, imparando gli uni dagli altri.
Quante iniziative….la scuola di teatro (gratis!), le Giornate di Riflessione sull’8 Marzo (quando questa ricorrenza aveva un senso), le ricerche sul ruolo della donna nella storia, nel costume, nella pubblicità….le letture ( Ken Follet – I pilastri della Terra….), i laboratori, la recitazione, i film… e poi una quantità di altre attività che ora si affollano indistinte nella mente.
Grazie a Katia, per aver stimolato il ricordo di tutto questo.
 
"O Capitano, mio capitano! " Chi conosce questi versi? Non lo sapete? È una Poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincoln. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci, "O Capitano, mio Capitano".
Oh Capitano! Mio Capitano! 

Oh Capitano! Mio Capitano!
il nostro duro viaggio è finito,
la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino,
sento le campane,
la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore,
cuore,
cuore!
gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano!
alzati a sentire le campane; alzati – per te la bandiera è gettata – per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande –
per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E’ un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all’ancora sana e salva,
il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace
freddo,
morto

(Walt Whitman, da Foglie d’erba, 1855

Non importa cosa vi dicono, le parole e le idee possono cambiare il mondo.
(Robin Williams,
L’attimo fuggente)

200px-Dead_poets_society "Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita!

Risposta

Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità.
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo verso!"

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Una risposta a Oh Capitano, mio capitano…

  1. Katia ha detto:

    Come si può dimenticare un film come l\’attimo fuggente?Tuffarsi nei concetti di tutto il film…O capitano! mio capitano!ho trascorso i nostri 5 anni insieme a pensarti così prof! Hai la capacità di interagire con i ragazzi come se fossero da soli nell\’aula e non in mezzo ad altre 28 persone…siamo sempre stati unici e speciali per te… ognuno di noi… anche chi non studiava…i laboratori, le giornate della festa della donna… dove preparavamo di tutto, anche le sfilate…le nostre lezioni alla lavagna luminosa, dove presentavamo un nuovo argomento al posto tuo…e milardi di altre cose….è stato tutto così educativo e speciale. Grazie… grazie per l\’amore che hai nell\’insegnamento, grazie per essere quel prof che resta per sempre nei cuori e a cui si pensa sempre quando si risponde di getto ad una domanda del milionario e ci si rende conto che si è trovata in uno dei cassetti della mitica sperimentale…i pilastri della terra, le paludi di hesperia, il gattopardo, sostiene pereira, 1984….. come dimenticare?e tutta la Commedia???? Dante il mitico Dante… Che emozione è stata andare a Firenze e vedere la sua casa… ho pensato a te… e al libricino di 1000 lire senza note che ci lanciavi sui banchi per interrogarci 🙂 che tempi!non siamo saliti sulla cattedra per dirti quello che hai significato per noi… ma la nostra mente lo fa ogni volta che pensiamo a te.o capitano mio capitano!sei grande prof! non cambiare mai!PS. Non sapevo del Preside Zotti… ho sempre pensato a lui con bei ricordi… le gita scolastiche e i suoi convegni per "buttarci" letteralmente al centro dell\’arte….beh senza di lui noi non ci saremmo stati… eravamo i suoi preferiti… e credo non solo i suoi :-)Un gande abbraccio ovunque tu sia "\’nofrio" come ti chiamavamo tra di noi 🙂 l\’odore di sigaro che si spargeva nei corridoi, insieme al tuo accento barese sarà un bel ricordo da custodire…

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