Omaggio a Cesare

Non ho voglia di scrivere oggi…le idee non si affacciano, le parole non prendono forma. Succede.

Mi va solo di andare con il pensiero ad uno zio che viveva a Parigi, ed è morto ieri sera.

Niente di meglio, che le parole di Pavese…che si tolse la vita a 42 anni, deluso dalla vita e dall’amore. La morte sarebbe venuta, dice, e avrebbe avuto gli occhi di lei.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

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